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Sana alimentazione

Oggi è la giornata della pasta, e la domanda è sempre la stessa: fa ingrassare? Che cosa rispondono gli studi

di Redazione ·

Foto: 10Rosso / Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Il 25 ottobre si festeggia il World Pasta Day, e per la prima volta quest’anno la giornata si allarga a una settimana intera di incontri a Parma, promossa dai pastai italiani. Nel Paese che ne mangia più di tutti al mondo, però, la pasta vive un rapporto complicato: è il piatto della domenica e insieme il primo alimento che si toglie quando si vuole dimagrire. Ha senso?

Che cosa hanno trovato gli studi

Uno degli studi più citati viene dal Molise. I ricercatori hanno analizzato le abitudini di oltre 23.000 italiani negli studi Moli-sani e INHES e hanno visto che chi mangiava più pasta, nell’ambito di una dieta mediterranea, non pesava di più. Anzi: aveva in media un indice di massa corporea e un girovita leggermente più bassi. È però uno studio osservazionale, che mostra un’associazione e non una causa, e il progetto INHES era finanziato in parte da un grande produttore di pasta.

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Un’altra analisi, pubblicata sul BMJ Open, ha messo insieme gli studi clinici in cui la pasta faceva parte di diete a basso indice glicemico, con quasi 2.500 partecipanti. Risultato: nessun aumento di peso, anzi una piccola perdita, di poco più di mezzo chilo. Anche qui gli autori invitano alla prudenza: la pasta era inserita in diete controllate, e il risultato non vale per chi la mangia senza misura.

Perché la pasta non è come il pane

Pur essendo fatta di farina, la pasta ha una struttura compatta che l’organismo digerisce più lentamente: il suo indice glicemico, cioè la velocità con cui fa salire lo zucchero nel sangue, è più basso di quello del pane bianco o delle patate. Cotta al dente, lo è ancora di più.

Quello che fa davvero la differenza

Il punto, quindi, non è la pasta in sé, ma la quantità e il condimento. Le linee guida italiane per una sana alimentazione indicano come porzione standard 80 grammi di pasta secca, una quantità che a molti sembra piccola, abituati come siamo ai piatti da 120 grammi e oltre. E un conto è condirla con pomodoro, verdure o legumi, un altro con panna, salsiccia e tanto formaggio.

Pasta e fagioli, pasta con le lenticchie, pasta con broccoli o zucca: i piatti della tradizione povera, che uniscono cereali, legumi e verdure, sono proprio quelli che i nutrizionisti suggeriscono di riscoprire.

Un’abitudine semplice: pesare la pasta per qualche giorno, finché l’occhio non impara com’è una porzione da 80 grammi. Molti scoprono così di cuocerne il doppio senza accorgersene.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Per dubbi sulla tua salute rivolgiti al medico o al farmacista.

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