Il suo nome è difficile da pronunciare, Neu5Gc, e ha una particolarità: è uno zucchero che quasi tutti i mammiferi producono, ma noi no. Milioni di anni fa, nei nostri antenati, un gene ha smesso di funzionare e da allora il corpo umano non lo fabbrica più. Però lo mangiamo, soprattutto con la carne rossa, e in quantità minori con latte e formaggi.
Secondo uno studio presentato a fine settembre a Milano, al congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete, questo zucchero potrebbe avere a che fare con il diabete di tipo 2.
Lo studio
I ricercatori dell’Università Sorbona Paris Nord, guidati da Leopold Fezeu, hanno seguito 89.953 adulti francesi della coorte NutriNet-Santé, nessuno dei quali aveva il diabete all’inizio. Ognuno ha compilato più diari alimentari, da cui è stata stimata la quantità di Neu5Gc introdotta. In circa sette anni sono comparsi 966 nuovi casi di diabete.
Chi ne assumeva di più con la carne aveva un rischio più alto del 63% rispetto a chi ne assumeva meno. Per dare un’idea, negli uomini del gruppo più alto si parlava di circa 100 grammi di carne rossa al giorno, contro 5 grammi nel gruppo più basso. Il Neu5Gc dei latticini, invece, non è risultato collegato alla malattia.
Perché uno zucchero dovrebbe fare danni
L’ipotesi è che il sistema immunitario lo riconosca come un intruso. Il Neu5Gc assorbito con il cibo si inserisce nelle nostre cellule e l’organismo produce anticorpi contro di lui: ne nascerebbe un’infiammazione lenta e continua, che col tempo potrebbe disturbare le cellule che producono insulina. Il peso in più spiegherebbe solo il 13% circa del legame.
Quello che lo studio non dice
È uno studio osservazionale e preliminare, non ancora pubblicato per intero: mostra un’associazione, non dimostra che sia la carne a causare il diabete. I consumi sono stati raccontati dagli stessi partecipanti, quasi otto su dieci erano donne, e non si sa ancora quale quantità di Neu5Gc basti ad attivare il sistema immunitario.
Non è quindi il caso di dichiarare guerra alla bistecca. Lo studio però aggiunge un tassello a un consiglio che c’era già: le linee guida italiane per una sana alimentazione suggeriscono di mangiare la carne rossa con moderazione, alternandola con pesce, legumi, uova e carni bianche.




