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Risparmio e riciclo

Quanto cibo buttiamo senza accorgercene? 112 euro a testa ogni anno, e quasi sempre per lo stesso motivo

di Redazione ·

Foto: Nick Saltmarsh / Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Mezza mela annerita, il fondo di un sacchetto d’insalata, lo yogurt finito dietro i barattoli e ritrovato una settimana dopo la scadenza. Presi uno per volta sembrano niente. Messi insieme fanno 25,7 chili di cibo a persona ogni anno, cioè circa 112 euro che dal carrello passano direttamente al secchio.

Il conto arriva dall’Osservatorio Waste Watcher International, che lo ha presentato il 29 settembre, e torna utile oggi. Il 16 ottobre è la Giornata mondiale dell’alimentazione, con cui si ricorda la nascita della FAO, l’agenzia delle Nazioni Unite che ha sede a Roma. Il tema del 2026 è «Innovare oggi per nutrire il domani», ma una parte del lavoro si può fare senza alcuna innovazione, aprendo il frigorifero di casa.

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Per la prima volta sotto il mezzo chilo

La notizia, per una volta, è buona. Ogni italiano butta in media 493,7 grammi di cibo a settimana, e non era mai successo di scendere sotto i 500. Un anno fa erano 555,8, quindi il calo è dell’11%. Sommando tutte le case del Paese si superano comunque i 6,5 miliardi di euro l’anno, e l’obiettivo fissato dalle Nazioni Unite per il 2030, 369,7 grammi, resta lontano.

Dentro la media ci sono differenze curiose. Al Nord si spreca un po’ meno (472 grammi) che al Centro (510) e al Sud (508). E le famiglie con figli, che si immaginerebbero alle prese con piatti lasciati a metà, buttano il 19% in meno della media, mentre quelle senza figli il 17% in più. I ricercatori stessi frenano l’entusiasmo: negli ultimi anni il dato è salito e sceso più volte, ed è presto per parlare di svolta.

Il motivo è quasi sempre lo stesso

Alla domanda sul perché il cibo finisca nella spazzatura, gli italiani danno risposte che si somigliano tutte. Frutta e verdura andate a male troppo in fretta (36%), alimenti dimenticati in frigo o in dispensa (33%), prodotti che erano già vecchi al momento dell’acquisto (32%). Poi vengono la spesa esagerata, le promozioni, le porzioni sbagliate, le confezioni troppo grandi. La fame e il gusto non c’entrano, è una questione di organizzazione.

Che cosa fa chi spreca meno

Le abitudini che funzionano cominciano prima di uscire di casa, con una lista scritta dopo aver guardato che cosa c’è già. Al ritorno i prodotti nuovi vanno dietro e quelli che scadono prima davanti, dove si vedono. Pane, carne, pesce e avanzi cucinati si congelano per tempo, prima che comincino a rovinarsi.

Poi c’è la data sulla confezione, che in molti leggono male. «Da consumarsi entro» è una scadenza vera. «Da consumarsi preferibilmente entro» dice solo fino a quando il prodotto è al suo meglio, e pasta, riso, biscotti e legumi secchi restano buoni anche dopo.

Attenzione infine al tre per due, che conviene soltanto se il terzo pezzo viene mangiato. Per una famiglia di quattro persone lo spreco vale circa 450 euro l’anno. Dimezzarlo è probabilmente il risparmio più facile che si possa fare sulla spesa.

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