Arriva ottobre, arriva il primo naso che cola, e sugli scaffali di farmacie ed erboristerie ricompaiono gocce, tisane e compresse di echinacea. È una pianta dai fiori viola, originaria del Nord America, che i nativi usavano già per molti disturbi. Oggi è uno dei rimedi naturali più venduti contro il raffreddore. Ma funziona?
Che cosa dicono gli studi
La risposta più completa viene dalla Cochrane, la rete internazionale che mette insieme e valuta tutti gli studi disponibili su una cura. La sua revisione ha analizzato 24 studi controllati su oltre 4.600 persone. Conclusione: i prodotti a base di echinacea non hanno dimostrato di curare il raffreddore, anche se non si può escludere un beneficio debole per alcuni di essi. Per la prevenzione, le persone che la prendevano si ammalavano un po’ meno, ma la differenza non era abbastanza netta da essere considerata certa.
Il centro per la medicina complementare degli Istituti nazionali di sanità statunitensi, l’NCCIH, arriva allo stesso punto: l’echinacea potrebbe ridurre di poco la probabilità di prendersi un raffreddore, mentre non è chiaro se ne accorci la durata.
Il problema delle confezioni
Una delle ragioni per cui gli studi non sono concordi è che “echinacea” vuol dire molte cose diverse. Esistono più specie della pianta, e i prodotti usano ora la radice, ora le foglie e i fiori, ora tutto insieme, con estratti preparati in modi diversi. Due flaconi con lo stesso nome possono contenere sostanze molto lontane. Un risultato ottenuto con uno non vale automaticamente per l’altro.
Chi deve fare attenzione
Per brevi periodi, negli adulti, l’echinacea è in genere ben tollerata: in uno studio su oltre 700 persone gli effetti indesiderati non erano più frequenti che con il placebo. I disturbi più comuni sono di stomaco e intestino. Può però dare reazioni allergiche, a volte serie, e in uno studio su bambini alcuni hanno avuto eruzioni sulla pelle: prima di darla a un figlio conviene sentire il pediatra. In gravidanza e durante l’allattamento se ne sa poco, quindi la decisione va presa con il medico. Lo stesso vale per chi prende farmaci, in particolare quelli che agiscono sul sistema immunitario.
Contro il raffreddore la strategia più sicura resta la più semplice: riposo, bere a sufficienza, lavaggi nasali con soluzione fisiologica. Di solito passa da solo in una settimana. Se dopo dieci giorni non migliora, o compare febbre alta, è il caso di sentire il medico.




