Due cucchiai di zucchero, uno di miele, uno d’olio: lo scrub al miele e olio è uno dei trattamenti fai da te più facili da preparare, e uno dei pochi che ha senso fare in casa. A patto di usarlo nel modo giusto, perché esfoliare troppo o sulla pelle sbagliata fa più danni che benefici.
A cosa serve uno scrub
La pelle si rinnova di continuo, e le cellule morte in superficie si staccano da sole. A volte però si accumulano, e la pelle appare ruvida e spenta. Lo scrub le rimuove in modo meccanico, con i granelli, e la pelle sembra subito più liscia e luminosa. Non “ossigena” e non “rigenera” i tessuti, come si legge spesso: lavora solo sulla superficie.
La ricetta
Servono due cucchiai di zucchero fine, meglio se di canna, un cucchiaio di miele e un cucchiaio di olio extravergine d’oliva o di mandorle. Si mescola fino a ottenere una pasta morbida, da usare subito. Lo zucchero si scioglie un po’ con l’acqua ed è più delicato del sale; il miele trattiene l’umidità sulla pelle, l’olio la ammorbidisce.

Si applica sulla pelle umida con movimenti circolari leggeri, per una trentina di secondi, poi si sciacqua con acqua tiepida e si mette una crema idratante. Sul corpo, ginocchia, gomiti e talloni ne traggono il maggior beneficio.
Quante volte e su chi
L’American Academy of Dermatology ricorda che il tipo di esfoliazione va scelto in base alla pelle, e che esagerare fa più male che bene. In pratica, una volta a settimana è sufficiente per la maggior parte delle persone, e sul viso la pressione deve essere minima.
Ci sono situazioni in cui lo scrub va evitato: pelle sensibile o con rosacea, acne infiammata, pelle scottata, tagliata o irritata. Anche chi usa retinoidi, retinolo o perossido di benzoile deve fare attenzione, perché la pelle è già più delicata. In questi casi meglio un panno morbido o un esfoliante chimico leggero, scelto con il farmacista o il dermatologo.
Un’ultima attenzione: il miele da cucina non è sterile come quello usato in medicina per le ferite, quindi non va messo su pelle lesionata.





