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Shampoo fatto in casa: le ricette che funzionano e gli errori da evitare

di Monica Della Ragione ·

Foto: Immanuelle / Wikimedia Commons, CC BY 4.0

Una boccetta di olio essenziale, un po’ di glicerina, un flacone di base neutra: lo shampoo fatto in casa è uno dei fai da te più cercati, perché promette di sapere esattamente cosa ci mettiamo in testa. Si può fare, a patto di sapere che cosa si sta davvero preparando, e di lasciare perdere qualche ricetta che circola in rete.

La base: uno shampoo neutro

Quasi tutte le ricette partono da uno shampoo neutro senza profumo, che si trova in erboristeria e in farmacia. È lui a lavare, perché contiene i tensioattivi e i conservanti necessari. Quello che aggiungiamo serve a personalizzarlo, non a trasformarlo in un prodotto “naturale al cento per cento”.

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Una ricetta semplice per capelli secchi: 200 grammi di base neutra, un cucchiaino di glicerina vegetale, che trattiene l’acqua, e qualche goccia di un olio leggero, come jojoba o mandorle dolci. Si mescola con calma per non fare schiuma e si conserva nel flacone ben chiuso.

Gli oli essenziali: pochi e con giudizio

Lavanda, rosmarino, limone, arancio dolce: gli oli essenziali profumano e sono il cuore di molte ricette. Ma sono anche fra le cause più comuni di allergia da contatto ai profumi, come ricordano i dermatologi. Meglio usarne pochi, al massimo dieci-quindici gocce in 200 grammi, e provare prima la miscela su una piccola zona di pelle.

L'olio essenziale di rosmarino, fra i più usati negli shampoo fatti in casa: poche gocce bastano, ed è bene provarlo pri
L'olio essenziale di rosmarino, fra i più usati negli shampoo fatti in casa: poche gocce bastano, ed è bene provarlo prima su una piccola zona di pelle. Foto: formulatehealth / Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Quanto alle proprietà, conviene essere prudenti. Per l’olio di rosmarino esiste un piccolo studio sulla caduta dei capelli, interessante ma troppo limitato per promettere qualcosa. Che il limone sgrassi o che la lavanda “curi” la forfora sono affermazioni senza prove.

Gli errori da evitare

Il primo è aggiungere acqua, tisane o infusi allo shampoo: senza i conservanti giusti diventano in pochi giorni un terreno ideale per muffe e batteri. Se si vuole un prodotto più fluido, meglio prepararne piccole quantità e usarle entro un paio di settimane.

Il secondo è il lavaggio con bicarbonato al posto dello shampoo, molto di moda qualche anno fa. Il bicarbonato è molto più alcalino della pelle e dei capelli: alla lunga rende la fibra ruvida e il cuoio capelluto irritato. Il risciacquo con acqua e un po’ di aceto, invece, può dare lucentezza, ma va diluito bene.

Infine, nessuna ricetta casalinga sostituisce uno shampoo specifico quando c’è un problema vero, come forfora persistente, prurito o caduta: in quei casi vale la pena sentire il farmacista o il dermatologo.

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