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Larimar: la pietra azzurra che esiste in un solo posto al mondo

di Francesco Ferrara ·

Foto: Hannes Grobe / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Azzurro come l’acqua dei Caraibi, con venature bianche che sembrano la luce sul fondale. Il larimar è una pietra giovane, almeno per il mercato, e ha una caratteristica rara: per quanto se ne sa, si trova in un solo posto sulla Terra.

Che cos’è

Il larimar è una varietà azzurra di pectolite, un silicato di sodio e calcio. La pectolite di solito è bianca o grigia; quella della Repubblica Dominicana ha un colore azzurro-celeste, dovuto a tracce di altri elementi sul cui ruolo i mineralogisti ancora discutono. È piuttosto tenera, 4,5-5 nella scala di Mohs.

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Si forma in cavità di rocce vulcaniche, e l’unico giacimento sfruttato è nella provincia di Barahona, nel sud-ovest della Repubblica Dominicana, fra le montagne vicino al mare.

Un nome di famiglia

Pietre azzurre sulla spiaggia erano state notate già decenni prima, ma il larimar fu riscoperto e fatto conoscere nel 1974 da Miguel Méndez, un artigiano dominicano, insieme a un volontario americano dei Peace Corps, Norman Rilling. Il nome lo scelse Méndez: Lari, da sua figlia Larissa, e mar, il mare da cui sembrava venire il colore.

Oggi l’estrazione avviene in piccole miniere scavate in gran parte a mano sulle colline, spesso in condizioni difficili, e la lavorazione del larimar è diventata una delle attività artigianali più importanti della zona. Per la Repubblica Dominicana è una pietra simbolo, venduta soprattutto ai turisti montata in argento.

Come trattarlo

Il larimar teme il sole forte e prolungato, che col tempo può sbiadirne l’azzurro, e il calore. Essendo tenero, si graffia facilmente: meglio toglierlo per i lavori di casa e conservarlo separato dagli altri gioielli. Esistono imitazioni in vetro e in resina; quello vero ha venature irregolari bianche e azzurre, mai un colore perfettamente uniforme.

Calma e comunicazione?

Nella cristalloterapia il larimar sarebbe una pietra di calma, che aiuta a comunicare e a “connettersi con l’energia del mare”. Sono credenze senza prove. Ma la sua storia è vera, ed è bella: una pietra azzurra trovata su una spiaggia dei Caraibi e battezzata con il nome di una bambina.

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