Cubi viola, verdi, gialli, azzurri, a volte con bande di più colori nello stesso cristallo. La fluorite è uno dei minerali più colorati e più collezionati al mondo. E ha regalato alla scienza una parola che usiamo tutti i giorni.
Che cos’è
La fluorite è fluoruro di calcio. Forma spesso cubi perfetti o ottaedri, e si sfalda facilmente lungo piani precisi. Ha durezza 4 nella scala di Mohs: è uno dei minerali di riferimento della scala, più duro della calcite e più tenero dell’apatite. Pura è incolore; i colori dipendono da piccole impurità e da difetti nel cristallo.
La parola fluorescenza
Molte fluoriti, illuminate con luce ultravioletta, si accendono di un blu-violetto intenso. Nell’Ottocento il fisico britannico George Gabriel Stokes studiò questo fenomeno proprio su cristalli di fluorite e lo chiamò fluorescenza, dal nome del minerale. Oggi la stessa parola descrive le lampade, gli evidenziatori e molte tecniche di laboratorio.

Anche il fluoro, l’elemento chimico, deve il nome alla fluorite, che per secoli è stata usata come fondente nella lavorazione dei metalli: il nome viene dal latino fluere, scorrere, perché aiuta i metalli a fondere.
Dall’Inghilterra alla Sardegna
Una varietà famosa è il Blue John del Derbyshire, in Inghilterra, a bande viola e gialle, lavorato da secoli per vasi e oggetti decorativi. In Italia la fluorite è stata estratta soprattutto in Sardegna, dove miniere come quella di Silius ne hanno prodotto per decenni per l’industria chimica. Grandi cristalli si vedono anche nei musei, come quello di storia naturale di Milano.
Concentrazione e ordine mentale?
Nella cristalloterapia la fluorite aiuterebbe la concentrazione, l’autostima e “l’ordine mentale”. Sono credenze senza prove. Qualche cautela pratica: la fluorite è tenera e si sfalda facilmente, quindi teme gli urti e gli sbalzi di temperatura, e alcuni colori sbiadiscono se esposti a lungo al sole.






