Giallo limone, con cristalli che sembrano di vetro colorato, e un odore inconfondibile quando brucia. Lo zolfo è uno dei pochi elementi chimici che in natura si trovano anche puri, come minerali. E per l’Italia non è un minerale qualunque: per oltre un secolo ha segnato l’economia e la vita di intere province della Sicilia.
Che cos’è
Lo zolfo nativo si forma vicino ai vulcani e alle fumarole, dove i gas si raffreddano e depositano cristalli gialli, e nei grandi depositi sedimentari, dove si forma per l’azione di batteri sui solfati. È molto tenero, 2 nella scala di Mohs, leggero e fragile.
Lo zolfo è anche un elemento essenziale per la vita: fa parte di alcuni amminoacidi, come la metionina e la cisteina, e quindi delle proteine del nostro corpo, dei capelli e delle unghie. Lo assumiamo con il cibo, soprattutto con gli alimenti ricchi di proteine.
L’oro giallo di Sicilia
Nell’Ottocento la Sicilia era il primo produttore di zolfo al mondo, con centinaia di miniere, le solfare, fra le province di Caltanissetta, Agrigento ed Enna. Lo zolfo serviva per la polvere da sparo, per l’industria chimica e per l’agricoltura.

Il lavoro era durissimo. Nelle gallerie calde e piene di fumi lavoravano anche ragazzini, i carusi, che trasportavano il minerale a spalla. La loro storia è entrata nella letteratura, per esempio nella novella di Luigi Pirandello Ciàula scopre la luna. Con l’arrivo dello zolfo estratto in America a costi molto più bassi, le solfare chiusero una dopo l’altra; oggi alcune sono diventate musei e parchi minerari.
Lo zolfo che cura
In medicina lo zolfo ha usi veri. Si trova in alcune creme e lozioni per l’acne, la dermatite seborroica e la scabbia, e le acque termali sulfuree sono usate per le cure inalatorie. Si tratta di preparati con dosi precise, non di cristalli.
E le proprietà della cristalloterapia?
Nella cristalloterapia lo zolfo dovrebbe “eliminare le tossine” fisiche ed energetiche. Non esistono prove che un cristallo appoggiato sul corpo faccia nulla del genere. Qualche cautela pratica invece serve: i cristalli di zolfo sono fragili e si possono crepare anche con il calore della mano, la polvere irrita occhi e vie respiratorie, e lo zolfo che brucia libera un gas tossico. Meglio tenerlo in vetrina, lontano dai bambini.




