Una fettina in acqua calda, una tisana, un pezzetto candito in viaggio: lo zenzero è il rimedio della nonna più diffuso contro la nausea. Per una volta la tradizione ha qualche prova dalla sua parte, con dei limiti da conoscere.
Che cosa dicono gli studi
Secondo il centro per la medicina complementare degli Istituti nazionali di sanità statunitensi (NCCIH), lo zenzero può aiutare ad alleviare la nausea e il vomito lievi in gravidanza. Per altri usi molto citati, come il mal d’auto o la nausea dopo un intervento, i risultati delle ricerche sono meno chiari.
Non ci sono invece prove solide che lo zenzero “sgonfi”, faccia dimagrire o curi il raffreddore: resta una spezia piacevole, non un farmaco.
Come si usa in cucina
- In infusione: qualche fettina di radice fresca in acqua calda per alcuni minuti, con limone se piace.
- Grattugiato su zuppe, verdure saltate, pesce.
- In polvere in biscotti e dolci.
Chi deve fare attenzione
Nelle quantità usate in cucina lo zenzero è considerato sicuro. In alcune persone può dare bruciore di stomaco, fastidi addominali o irritazione in bocca. Chi assume farmaci, in particolare anticoagulanti, e chi è in gravidanza dovrebbe chiedere al medico prima di usare integratori concentrati, che sono un’altra cosa rispetto alla tisana.
Fresco, in polvere o candito
La radice fresca e la polvere vanno bene entrambe. La polvere è più concentrata e ne serve meno; quella fresca ha un sapore più vivace, quasi agrumato.
Lo zenzero candito contiene zenzero, ma anche molto zucchero: è una caramella, più che un rimedio. In viaggio può andare, senza esagerare.
La radice fresca si conserva in frigorifero per due o tre settimane, avvolta in carta da cucina. Si può anche congelare intera e grattugiare al bisogno, senza scongelarla.
Quando non basta la tisana: nausea e vomito che durano più giorni, o che impediscono di bere, vanno segnalati al medico.


