Con il cambio di stagione e il ritorno dell’ora solare, in farmacia tornano le richieste di melatonina. È l’integratore per il sonno più venduto, ma anche uno dei più fraintesi.
Che cos’è e che cosa fa
La melatonina è un ormone che il nostro corpo produce quando fa buio. Non è un sonnifero: non “spegne” il cervello, ma segnala all’organismo che è arrivata la notte. Per questo, secondo il centro per la medicina complementare degli Istituti nazionali di sanità statunitensi (NCCIH), può essere utile soprattutto quando l’orologio interno è sfasato, come nel jet lag, mentre per l’insonnia cronica le prove sono più deboli.
Perché di più non è meglio
L’errore più comune è pensare che aumentando la quantità si dorma di più. Non funziona così: oltre una certa soglia non si ottiene un sonno migliore, ma è più facile svegliarsi intontiti. Contano di più l’orario in cui la si assume e le abitudini della sera.
Le abitudini che aiutano la melatonina naturale
- Luci basse nell’ultima ora prima di andare a letto.
- Schermi spenti, o almeno lontani dagli occhi, prima di dormire.
- Orari regolari, anche nel fine settimana.
- Luce naturale al mattino, che aiuta a regolare l’orologio interno.
Chi deve chiedere prima al medico
Gli effetti indesiderati più comuni sono sonnolenza di giorno, mal di testa e capogiri. Chi è in gravidanza o allatta, chi assume farmaci e chi vuole darla a un bambino deve parlarne prima con il medico o il pediatra. E se l’insonnia dura da più di qualche settimana, il problema va indagato, non coperto con un integratore.
Quando prenderla e con che cosa non mischiarla
Va assunta poco prima di coricarsi, come indicato sulla confezione. Presa in piena notte, dopo un risveglio, rischia di lasciare sonnolenza al mattino.
Con l’alcol è meglio non associarla: l’alcol peggiora la qualità del sonno e può sommarsi all’effetto di sonnolenza.
Non risultano fenomeni di dipendenza. Questo non significa che vada presa a tempo indeterminato: se serve tutte le sere, conviene capire perché non si dorme.


