È ovunque: nelle farmacie, sui social, nelle tisane della sera. L’ashwagandha è una pianta della medicina tradizionale indiana venduta come rimedio contro lo stress. Alcune prove ci sono. I punti da conoscere prima di comprarla, anche.
Che cos’è
L’ashwagandha, Withania somnifera, è un arbusto di cui si usa soprattutto la radice. In Italia si trova come integratore, in capsule, polvere o estratti.
Che cosa dicono gli studi
Secondo il centro per la medicina complementare degli Istituti nazionali di sanità statunitensi (NCCIH):
- alcune preparazioni possono essere utili per lo stress e per l’insonnia;
- per ansia, memoria, prestazioni sportive, menopausa e molti altri usi pubblicizzati le prove non bastano a trarre conclusioni.
C’è un limite di fondo: molti studi hanno coinvolto poche persone e hanno usato preparazioni diverse fra loro, quindi i risultati sono difficili da confrontare.
Gli effetti indesiderati
- I più comuni sono sonnolenza, disturbi di stomaco, diarrea e vomito.
- Sono stati segnalati casi, rari, di danno al fegato legati agli integratori di ashwagandha.
- Può interferire con la tiroide e con diversi farmaci: quelli per la tiroide, il diabete, la pressione, i sedativi, gli immunosoppressori.
Chi deve evitarla
- Donne in gravidanza o che allattano.
- Chi ha malattie autoimmuni o della tiroide.
- Chi deve affrontare un intervento chirurgico.
- Chi ha un tumore della prostata sensibile agli ormoni.
Per quanto tempo
Può essere sicura se assunta per brevi periodi, fino a circa tre mesi. Sulla sicurezza nel lungo termine non ci sono dati sufficienti. Chi prende farmaci tutti i giorni deve parlarne con il medico prima di iniziare.
“Adattogeno” non è un termine medico
L’ashwagandha viene presentata come “adattogeno”, parola usata soprattutto nel commercio degli integratori per indicare sostanze che aiuterebbero l’organismo a reggere lo stress. Non è una categoria medica riconosciuta.
Per i ragazzi non ci sono dati sufficienti sulla sicurezza: senza l’indicazione del medico è da evitare.
Va usata con cautela insieme ad altri prodotti per dormire: può sommarsi all’effetto dei sedativi e di tutto ciò che dà sonnolenza. Meglio chiedere prima al medico o al farmacista.
Un segnale da non ignorare: stanchezza insolita, urine scure, pelle o occhi giallastri durante l’assunzione vanno riferiti subito al medico.




