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Cure naturali

Forfora: da cosa dipende davvero e quali shampoo funzionano

di Monica Della Ragione ·

Foto: geehairimages / Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Scagliette bianche sulla giacca scura, prurito che non dà tregua, la tentazione di lavare i capelli tutti i giorni o, al contrario, il meno possibile. La forfora riguarda moltissime persone, e intorno ci sono più miti che certezze. Non è sporcizia, non è contagiosa, e nella maggior parte dei casi si tiene sotto controllo bene.

Da cosa dipende

Sul cuoio capelluto di tutti vive un lievito, la Malassezia, che si nutre del sebo. In alcune persone la pelle reagisce alla sua presenza con un’infiammazione leggera che accelera il ricambio delle cellule: si staccano più in fretta e si ammassano nelle scagliette che vediamo.

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Il lievito Malassezia al microscopio: vive sul cuoio capelluto di tutti, ma in alcune persone scatena la forfora.
Il lievito Malassezia al microscopio: vive sul cuoio capelluto di tutti, ma in alcune persone scatena la forfora. Foto: Ajay Kumar Chaurasiya / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

La forfora tende a peggiorare d’inverno, con lo stress e con la pelle grassa. Quando le squame sono più spesse e giallastre e compaiono anche su sopracciglia, ai lati del naso o dietro le orecchie, si parla di dermatite seborroica, che ha la stessa origine ma è più intensa.

Gli shampoo che funzionano

L’American Academy of Dermatology consiglia di scegliere uno shampoo antiforfora in base al principio attivo. I più usati sono lo zinco piritione, il ketoconazolo, che agisce sul lievito, il solfuro di selenio, l’acido salicilico, che aiuta a staccare le squame, e il catrame. Un dettaglio fa la differenza: lo shampoo va lasciato in posa circa cinque minuti prima di risciacquare, altrimenti non ha il tempo di agire.

All’inizio si usa più spesso, anche due o tre volte a settimana; quando la forfora migliora si può diradare. Se uno shampoo smette di funzionare, alternarlo con un altro principio attivo spesso aiuta.

E i rimedi naturali?

Per l’olio di tea tree esiste un piccolo studio con uno shampoo al 5% che ha mostrato qualche miglioramento, ma va usato diluito e può irritare. Limone, aceto puro e bicarbonato sul cuoio capelluto, invece, irritano e non hanno prove di efficacia.

Quando vedere un medico

Se dopo qualche settimana di shampoo specifici la forfora non migliora, se il cuoio capelluto è molto arrossato, gonfio, fa male o si formano croste spesse, può trattarsi di un altro disturbo, come la psoriasi o un’infezione, e conviene farsi vedere dal medico o dal dermatologo.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Per dubbi sulla tua salute rivolgiti al medico o al farmacista.

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