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Malachite: il verde dei faraoni e degli zar, e perché non va mai messa nell’acqua

di Francesco Ferrara ·

Foto: JJ Harrison (https://www.jjharrison.com.au/) / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Bande verdi chiare e scure che disegnano cerchi, onde, occhi. La malachite è inconfondibile, ed è una delle pietre decorative più antiche e amate. È anche una di quelle che richiedono più attenzione, per un motivo semplice: è fatta di rame.

Che cos’è

La malachite è un carbonato di rame. Si forma vicino alla superficie dei giacimenti di rame, dove l’acqua e l’aria alterano i minerali più profondi. Cresce in strati concentrici, come le stalattiti, ed è questo che crea le bande. Spesso si trova insieme all’azzurrite, blu, che ha una composizione simile.

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È tenera, intorno a 3,5-4 nella scala di Mohs, e sensibile agli acidi e al calore.

Dagli occhi dei faraoni alla reggia degli zar

Gli antichi Egizi la macinavano per ottenere un pigmento verde, usato anche come trucco per gli occhi. Si estraeva nelle miniere di rame del Sinai e del deserto orientale, ed è uno dei pigmenti verdi più antichi che si conoscano. Per secoli è stata un colore per pittori.

Nell’Ottocento, in Russia, le enormi masse di malachite degli Urali furono tagliate in sottili lastre e incollate come un mosaico su colonne, vasi e camini. Il risultato più famoso è la Sala della Malachite del Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo, oggi parte dell’Ermitage. Lavorarla così, con la tecnica detta mosaico russo, richiedeva grande abilità: le lastre venivano accostate in modo che le bande sembrassero continue, come se l’oggetto fosse scolpito in un unico blocco.

La Sala della Malachite del Palazzo d'Inverno, a San Pietroburgo: colonne e vasi rivestiti di sottili lastre di malachit
La Sala della Malachite del Palazzo d'Inverno, a San Pietroburgo: colonne e vasi rivestiti di sottili lastre di malachite degli Urali. Foto: Chatsam / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Perché va trattata con cautela

Toccare o indossare la malachite lucidata non è pericoloso. Ma la sua polvere contiene rame, ed è tossica se inalata o ingerita: chi la taglia o la leviga deve lavorare a umido e con la mascherina. Per lo stesso motivo la malachite non va mai messa nell’acqua da bere, come suggeriscono alcune pratiche di “elisir di cristalli”, né data ai bambini, che potrebbero metterla in bocca.

Trasformazione e protezione?

Nella cristalloterapia la malachite assorbirebbe le energie negative, proteggerebbe dalle radiazioni e aiuterebbe la guarigione. Sono credenze senza prove, e alcune di queste pratiche espongono a rischi reali. Il posto della malachite è su un mobile o in una vetrina, dove i suoi cerchi verdi danno il meglio.

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