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Rodocrosite: la «rosa degli Inca», il minerale rosa che si scioglie nell’aceto

di Francesco Ferrara ·

Foto: JJ Harrison (https://www.jjharrison.com.au/) / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Fette rosa con anelli concentrici bianchi e rosa intenso, come una rosa tagliata a metà. È la rodocrosite, una delle pietre più fotogeniche che esistano, soprattutto nella varietà che arriva dall’Argentina.

Che cos’è

La rodocrosite è un carbonato di manganese, parente stretta della calcite. È il manganese a darle il rosa, dal pallido al rosso lampone. Il nome viene dal greco e significa più o meno “colore della rosa”.

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È tenera, intorno a 3,5-4 nella scala di Mohs, si sfalda facilmente e, come tutti i carbonati, reagisce con gli acidi: basta una goccia di aceto per farla frizzare e opacizzarla. Va trattata con cura e pulita solo con acqua.

In gioielleria la si trova soprattutto in perline, ciondoli e piccoli oggetti, raramente negli anelli: è troppo tenera per resistere agli urti di tutti i giorni. Le pietre sfaccettate e trasparenti, rarissime, sono quasi solo da collezione.

La rosa degli Inca

La rodocrosite a bande si forma come le stalattiti, strato dopo strato, nelle cavità delle miniere. Le più famose vengono dalle antiche miniere di argento di Capillitas, in Argentina, dove secondo la tradizione già gli Inca la conoscevano. Per questo è chiamata rosa del Inca ed è la pietra nazionale argentina. Le stalattiti vengono tagliate di traverso, e ogni fetta mostra i cerchi concentrici della crescita, come gli anelli di un tronco.

In Colorado e in Perù si trovano invece cristalli trasparenti di un rosso intenso, fra i minerali più ricercati dai collezionisti: alcuni esemplari valgono quanto un’auto.

Non confonderla con la rodonite

Il nome e il colore la fanno confondere con la rodonite. Ma la rodonite è un silicato, più dura, con venature nere e senza reazione agli acidi. La rodocrosite ha invece le bande chiare e scure a zigzag e, appunto, frizza.

Amore e cuore?

Nella cristalloterapia la rodocrosite è la pietra dell’amore di sé e del cuore, che guarirebbe le ferite emotive. Sono credenze senza prove, e per le ferite emotive vere esistono aiuti concreti, a partire dal parlarne. Un consiglio pratico, invece: essendo un minerale di manganese, la rodocrosite non va ridotta in polvere né messa nell’acqua da bere.

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