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Agata verde: naturale o tinta? Come riconoscerla, e il fiume siciliano che le ha dato il nome

di Francesco Ferrara ·

Foto: W.carter / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Fette lucide verde smeraldo, con anelli concentrici perfetti, vendute come sottobicchieri, ciondoli e decorazioni. L’agata verde è ovunque nei negozi di pietre. C’è però un dettaglio che raramente viene detto: gran parte di quel verde brillante non esiste in natura.

Che cos’è l’agata

L’agata è una varietà di calcedonio, cioè quarzo formato da cristalli microscopici, con la tipica struttura a bande. Si forma nelle cavità delle rocce, spesso vulcaniche, dove l’acqua ricca di silice deposita uno strato dopo l’altro, come gli anelli di un albero. Ha una durezza intorno a 7 e si lucida molto bene.

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I colori naturali più comuni sono il grigio, il bianco, l’azzurro chiaro, il marrone e il rosso arancio. Il verde naturale c’è, ma in genere è tenue, oppure si trova nell’agata muschiata, dove filamenti verdi di altri minerali disegnano piccoli paesaggi dentro la pietra.

Il verde acceso è quasi sempre tinto

L’agata è leggermente porosa, e da secoli viene tinta. Nella cittadina tedesca di Idar-Oberstein questa tecnica è una tradizione dall’Ottocento: si immerge la pietra in soluzioni colorate e la si scalda per fissare il colore. Così nascono le agate verde smeraldo, blu elettrico, rosa e viola che si vedono ovunque.

Un blu così acceso nell'agata è quasi sempre frutto di tintura, come gran parte delle agate verde smeraldo dei negozi.
Un blu così acceso nell'agata è quasi sempre frutto di tintura, come gran parte delle agate verde smeraldo dei negozi. Foto: Anıl Öztaş / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Non c’è nulla di male, purché venga dichiarato. Per riconoscerle, un colore troppo vivace e uniforme, identico in tutte le fette di un banco, è il segnale più chiaro; spesso le bande più porose assorbono più colore e risultano molto più scure delle altre.

Il nome viene dalla Sicilia

Il nome agata ha un’origine italiana. Lo scienziato greco Teofrasto raccontava che la pietra si trovava lungo il fiume Achates, in Sicilia, che si identifica con l’attuale Dirillo, nel sud-est dell’isola. Da quel fiume il nome è passato alla pietra, e da lì a tutte le lingue europee.

Prosperità e chakra del cuore?

Nella cristalloterapia l’agata verde attirerebbe abbondanza, darebbe equilibrio e “aprirebbe il chakra del cuore”. Sono credenze senza prove, e se la pietra è tinta non hanno nemmeno il colore naturale su cui si basano. L’agata vera, con i suoi anelli disegnati dall’acqua nel corso di milioni di anni, è già abbastanza straordinaria.

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