Il vasetto di carciofini da aprire per l’antipasto, i funghi da mettere sulla pizza fatta in casa. Le conserve sott’olio sono una presenza fissa nelle dispense, e durano a lungo: quelle richiamate in questi giorni scadono fra il 2027 e il 2028.
Il richiamo, arrivato in due tempi fra il 21 e il 22 ottobre, riguarda il marchio La Favola Antica – Ferri, prodotto da Ferri Sas di Spoltore, in provincia di Pescara. Il motivo è lo stesso per tutti: l’aceto di vino usato nella ricetta contiene solfiti, ma in etichetta non sono indicati.
I vasetti da controllare
- Fagiolini, 250 g, lotto 01/07/26, scadenza 28/01/2028
- Funghi champignon, 300 g, lotto 15/07/26, scadenza 28/01/2028
- Carciofini, 250 g e 900 g, lotto 08/07/26, scadenza 28/01/2028
- Asparagi conditi, 350 g, lotto 20/05/26, scadenza 28/11/2027
- Funghi misti, 300 g, lotto 17/07/26, scadenza 28/01/2028
- Cavolo cappuccio a filetti, 300 g, lotto 05/05/26, scadenza 28/11/2027
- Cavolfiori della linea Inverno, 600 g, lotto 06/02/26, scadenza 28/08/2027
- Antipasto di verdure, 600 g, lotto 11/09/26, scadenza 28/03/2028
Perché un’etichetta sbagliata fa scattare un richiamo
I solfiti sono conservanti usati da secoli, soprattutto nel vino e negli alimenti a base di vino come l’aceto. Il prodotto non è guasto né contaminato. Il problema è un altro: le leggi europee mettono i solfiti fra i 14 allergeni che vanno sempre dichiarati in etichetta quando superano i 10 milligrammi per chilo, proprio perché una parte della popolazione reagisce anche a piccole quantità.
Chi è sensibile può avere orticaria, prurito, naso chiuso, mal di testa. Le persone più a rischio sono gli asmatici: nei soggetti predisposti i solfiti possono scatenare una crisi respiratoria, anche improvvisa. Chi sa di non tollerarli si fida dell’etichetta, ed è per questo che un’informazione mancante è considerata un pericolo.
Che cosa fare
Il Ministero della Salute chiede di non consumare i vasetti con i lotti indicati e di riportarli al negozio. La raccomandazione vale per tutti, ma è particolarmente importante se in famiglia c’è qualcuno con asma o con una sensibilità nota ai solfiti, e se si sta preparando un antipasto per ospiti di cui non si conoscono le allergie.






