Di Covid si parla sempre meno, ma il virus non ha smesso di circolare e ogni autunno i contagi risalgono. Per questo, mentre parte la vaccinazione contro l’influenza, il Ministero della Salute ha dato il via con una circolare di inizio ottobre anche alla campagna 2026-2027 contro il coronavirus. La novità sta nella fiala.
Un vaccino ritagliato sulla variante del momento
Il virus cambia in continuazione e i vaccini lo inseguono, come succede da decenni con l’influenza. Quello di quest’anno si chiama Comirnaty XFG ed è costruito sulla variante XFG, che oggi è la più diffusa in Italia e nel resto d’Europa. Ha già l’autorizzazione dell’Agenzia europea dei medicinali e dell’AIFA, si può usare dai 6 mesi di età e prevede una sola dose, da ripetere una volta l’anno.
A chi è consigliato
Il richiamo è gratuito ed è pensato per le persone a cui il Covid può ancora fare danni seri. In cima all’elenco c’è chi ha compiuto 60 anni, insieme agli ospiti delle strutture per lungodegenti. Seguono le donne in gravidanza, in qualunque trimestre, e quelle che hanno partorito da poco o allattano. Poi medici, infermieri, operatori sociosanitari e gli studenti che fanno tirocinio in corsia.
Sotto i 60 anni la raccomandazione vale per chi ha una malattia che aumenta il rischio: diabete, problemi di cuore, di polmoni o di reni, un tumore in cura, difese immunitarie indebolite, un’obesità importante, una disabilità grave. La circolare consiglia la dose anche a chi vive con una persona molto fragile. Chi non rientra in nessuno di questi gruppi può comunque chiederla.
Le prime dosi andranno a chi ha più di 80 anni, agli anziani nelle residenze, alle persone con il sistema immunitario molto compromesso e al personale sanitario. A organizzare tutto sono le Regioni, attraverso medici di famiglia, pediatri, farmacie e centri vaccinali, in molti casi con prenotazione online.
Con l’antinfluenzale, nella stessa seduta
I due vaccini si possono fare insieme, uno per braccio. E chi ha avuto il Covid da poco non deve aspettare: un’infezione recente non è una controindicazione.
Dopo la puntura si resta un quarto d’ora in osservazione. Nei giorni seguenti è normale avere il braccio indolenzito, un po’ di stanchezza, mal di testa, dolori ai muscoli o qualche linea di febbre, disturbi che se ne vanno in un giorno o due. Per la protezione completa serve circa una settimana.
Quanto bisogna preoccuparsi
Poco, se si è giovani e sani. Le varianti in circolazione non provocano forme più gravi di quelle che le hanno precedute, e l’emergenza è finita da tempo. Il discorso cambia per un ottantenne o per chi sta facendo una chemioterapia, ed è per loro che la dose annuale esiste. Nel dubbio di appartenere o no a una categoria a rischio, la risposta ce l’ha il medico di famiglia, che conosce la storia di ciascuno.



