Il traguardo dei diecimila passi al giorno è ovunque, dagli orologi ai telefoni. Ma non nasce da uno studio medico, e una grande revisione della ricerca indica che la soglia utile è più bassa, e più raggiungibile.
Lo studio
Un gruppo guidato da Ding Ding dell’Università di Sydney ha messo insieme i risultati di 57 studi condotti in diversi Paesi. Il lavoro è stato pubblicato nel luglio 2025 sulla rivista The Lancet Public Health. I ricercatori hanno confrontato chi cammina pochissimo, circa 2.000 passi al giorno, con chi ne fa di più.
Che cosa hanno trovato
Chi arriva a circa 7.000 passi al giorno, rispetto a chi ne fa 2.000, ha:
- un rischio di morte per tutte le cause più basso del 47%;
- un rischio di demenza più basso del 38%;
- meno malattie cardiovascolari, meno diabete di tipo 2 e meno sintomi depressivi.
Oltre i 7.000 passi i benefici continuano a crescere, ma di poco: per la mortalità, il vantaggio a 10.000 passi è quasi identico.
Il messaggio più utile
Non serve arrivare a una cifra tonda. I miglioramenti cominciano molto prima: già passare da 2.000 a 4.000 passi al giorno è associato a una salute migliore. Per chi è sedentario, ogni mille passi in più contano.
I limiti
Sono studi di osservazione: mostrano che chi cammina di più sta meglio, non dimostrano che sia solo merito dei passi. Chi è già malato, per esempio, cammina meno. E per alcune malattie i dati disponibili erano pochi.
Come arrivarci
- Settemila passi sono circa cinque chilometri, cioè poco più di un’ora di cammino distribuita nella giornata.
- Scendere una fermata prima, fare le scale, telefonare camminando: i passi si sommano.
- Una passeggiata di dieci minuti dopo i pasti è un modo semplice per cominciare.
Chi ha problemi di cuore o alle articolazioni può concordare con il medico da dove partire.
Che cosa conta come passo
Valgono anche i passi fatti in casa, al lavoro o facendo la spesa: lo studio guarda al totale della giornata, comunque venga raggiunto.
Bicicletta e nuoto non vengono registrati dal contapassi, ma sono attività fisica a tutti gli effetti e fanno bene allo stesso modo.
Questo studio ha considerato il numero dei passi, non la velocità. Altre ricerche indicano che un passo sostenuto dà benefici in più, ma il primo obiettivo resta muoversi di più.



