Una falce sottile dietro l’orecchio, le fasi lunari in fila lungo la schiena, una luna piena con il viso. La luna è uno dei soggetti più amati, per il fascino che esercita da sempre e per i tanti significati che le culture le hanno dato.
Le fasi e cosa rappresentano
Le fasi lunari, dalla luna nuova al primo quarto, dalla luna piena all’ultimo quarto, sono legate da sempre all’idea di ciclo: nascita, crescita, pienezza, declino, rinascita. Per questo un tatuaggio con le fasi lunari viene spesso scelto per raccontare un cambiamento, un percorso, il tempo che passa. Molti calendari antichi, compreso quello islamico ed ebraico, seguono ancora oggi la luna.
Nella mitologia greca la luna era Selene, e poi Artemide, la dea cacciatrice; in molte tradizioni è legata al femminile, alla notte, all’intuizione. La falce di luna compare anche in molti stemmi e bandiere.

La luna ci cambia davvero?
Una credenza diffusissima dice che la luna piena porti più nascite, più ricoveri, più litigi. È stata studiata molto: decine di ricerche hanno cercato un legame fra il ciclo lunare e le nascite, i pronto soccorso, i comportamenti. Le revisioni degli studi non hanno trovato alcuna correlazione. È un bell’esempio di come la memoria ci inganni: ci ricordiamo la notte di luna piena in cui è successo di tutto, e dimentichiamo tutte le altre.
Anche il legame fra il ciclo mestruale e la luna, nonostante durino quasi lo stesso numero di giorni, è una coincidenza senza un meccanismo noto.
Come tatuarla
La falce di luna funziona bene anche molto piccola; le fasi lunari in fila richiedono una zona lunga, come la schiena lungo la colonna, l’avambraccio, il fianco. Una luna piena realistica, con crateri e ombre, ha bisogno di spazio e di un tatuatore bravo nel chiaroscuro.
Le regole di sempre
Tatuatore con l’attestato del corso regionale, studio autorizzato, aghi monouso, inchiostri conformi ai limiti europei sulle sostanze pericolose. E protezione solare sul tatuaggio guarito, perché il sole sbiadisce soprattutto le linee sottili.






