Un sasso marrone e anonimo fuori, una ragnatela di venature gialle dentro. La septaria, venduta spesso con il nome commerciale di pietra drago o dragon stone, è una di quelle pietre che sorprendono quando vengono tagliate e lucidate. Non è un minerale e nemmeno un cristallo: è una concrezione, e la sua storia comincia sul fondo del mare.
Come si forma
Le septarie sono noduli che si formano nei sedimenti fangosi, spesso attorno a un piccolo resto organico. I sali presenti nell’acqua cementano poco a poco il fango in una massa compatta, ricca di carbonato di calcio e argilla.
Il tratto che le rende uniche sono le fratture interne, che si allargano dal centro verso l’esterno senza arrivare alla superficie. Come si siano aperte è ancora discusso: l’ipotesi più citata è che il nodulo si sia ritirato perdendo acqua, come il fango che si crepa al sole. In seguito, le crepe sono state riempite da cristalli, soprattutto di calcite gialla o bianca, a volte da barite o aragonite.

Il nome
Septaria viene dal latino saeptum, setto, divisione: proprio quei setti di cristallo che dividono la pietra in tante celle. Il soprannome di pietra drago è invece un’invenzione recente del commercio, ispirata dal disegno che ricorda le squame di un rettile.
Dove si trova
Noduli a septaria si trovano in molte parti del mondo. Quelli che finiscono più spesso nei negozi arrivano dal Madagascar e dallo Utah, negli Stati Uniti, ma ce ne sono anche in Inghilterra, in Nuova Zelanda e in diverse zone d’Europa. A volte, spaccandoli, si trovano cavità piene di cristalli, e alcune septarie vengono vendute aperte come piccoli geodi.
Le proprietà che le vengono attribuite
Nei testi di cristalloterapia la septaria viene descritta come la pietra della comunicazione, della pazienza e del radicamento. Sono credenze senza alcun fondamento scientifico: nessuno studio ha mai mostrato effetti delle pietre su corpo o mente, al di là del piacere di guardarle e tenerle in mano.
Chi la cerca per la sua bellezza ha comunque buone ragioni per farlo. Conviene solo scegliere venditori che indicano la provenienza e diffidare dei pezzi con colori troppo accesi, che possono essere tinti.



