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Sana alimentazione

Coenzima Q10: a cosa serve davvero e quando l’integratore non aiuta

di Monica Della Ragione ·

Foto: Mx. Granger / Wikimedia Commons, CC0

Lo si trova nelle creme antietà, negli integratori per l’energia, nei consigli a chi prende le statine per il colesterolo. Il coenzima Q10 è una delle molecole più vendute in farmacia ed erboristeria. È davvero indispensabile al nostro corpo, ma da qui a dire che prenderlo in capsule serva a tutti c’è molta strada.

Che cos’è

Il coenzima Q10 è una sostanza che il nostro organismo produce da solo ed è presente in quasi tutte le cellule, con le concentrazioni più alte in cuore, fegato, reni e pancreas. Lavora dentro i mitocondri, le piccole centrali che trasformano il cibo in energia per la cellula, e ha anche un’azione antiossidante.

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I mitocondri, le piccole centrali energetiche delle cellule: è qui che lavora il coenzima Q10.
I mitocondri, le piccole centrali energetiche delle cellule: è qui che lavora il coenzima Q10. Foto: Laboratoires Servier / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Ne assumiamo una piccola quantità anche con il cibo, soprattutto da carne, pesce, frattaglie e frutta secca. Con l’età e in alcune malattie i livelli nel sangue si abbassano, e da qui è nata l’idea di integrarlo.

Cosa dice la ricerca

Il bilancio più chiaro lo fa il centro per la medicina complementare dei National Institutes of Health americani, il NCCIH, e non è entusiasmante. Secondo le prove raccolte, il coenzima Q10 non si è dimostrato utile contro il cancro, non ha effetti significativi sulla pressione e non migliora i sintomi del Parkinson.

Il punto più sorprendente riguarda le statine. È molto diffusa l’idea che l’integratore riduca i dolori muscolari causati da questi farmaci, visto che le statine abbassano anche il Q10 prodotto dal corpo. Ma considerando tutti gli studi insieme, le prove non confermano questo beneficio.

Dove qualcosa c’è

Il capitolo più interessante è il cuore. Lo studio Q-SYMBIO, pubblicato nel 2014 su 420 pazienti con scompenso cardiaco, ha trovato meno eventi gravi in chi aggiungeva il coenzima Q10 alla terapia. Il NCCIH però giudica ancora inconcludente la ricerca nel suo insieme, e servirebbero studi più ampi. Ci sono anche indizi che possa ridurre alcune complicazioni dopo un intervento al cuore.

In ogni caso, sono situazioni in cui l’integratore si affianca alle cure e va deciso con il cardiologo, non scelto da soli.

È sicuro?

In genere sì: non sono stati segnalati effetti collaterali gravi, al massimo disturbi digestivi o difficoltà a dormire. Attenzione però alle interazioni: il coenzima Q10 può ridurre l’effetto del warfarin, un anticoagulante, e interferire con l’insulina e con alcune terapie oncologiche. Chi prende farmaci deve parlarne prima con il medico.

Per una persona sana che mangia in modo vario, non c’è motivo di prenderlo “per avere più energia”: la stanchezza ha di solito altre cause, che vale la pena cercare.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Per dubbi sulla tua salute rivolgiti al medico o al farmacista.

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