Piccole stelle rosso-arancio, con punte che si irradiano dal centro come un satellite degli anni Cinquanta. Sono gli “sputnik” di aragonite, venduti in tutti i negozi di minerali. Ma l’aragonite più importante non è quella dei negozi: è quella che costruiscono ogni giorno conchiglie, coralli e perle.
Che cos’è
L’aragonite è carbonato di calcio, esattamente come la calcite, ma con i cristalli disposti in modo diverso. Due minerali con la stessa chimica e una struttura diversa si chiamano polimorfi, come il diamante e la grafite. L’aragonite è un po’ più dura e più densa della calcite, e con il tempo tende a trasformarsi lentamente in calcite.
Il nome viene dall’Aragona, in Spagna, dove a Molina de Aragón si trovano i cristalli geminati che si incrociano a forma di stella o di esagono, gli stessi che oggi arrivano soprattutto dal Marocco e dalla Spagna.
La madreperla è aragonite
Molti animali marini costruiscono il proprio guscio con l’aragonite. La madreperla, lo strato iridescente all’interno di molte conchiglie, è fatta di sottilissime piastrine di aragonite tenute insieme da proteine: è questa struttura a strati a creare l’iridescenza. Anche le perle sono fatte allo stesso modo, e lo scheletro di molti coralli è aragonite.

Un minerale e il clima
Proprio per questo l’aragonite è al centro di uno dei problemi del mare di oggi. L’oceano assorbe una parte dell’anidride carbonica che emettiamo e diventa un po’ più acido. In acque più acide gli animali fanno più fatica a costruire e mantenere conchiglie e scheletri di aragonite, e gli scienziati studiano l’effetto su coralli, molluschi e plancton.
Stabilità e radicamento?
Nella cristalloterapia l’aragonite è chiamata “pietra del radicamento” e servirebbe ad ancorare le energie alla Terra e a ridurre lo stress. Sono credenze senza prove. Un consiglio pratico, invece: come la calcite, l’aragonite è tenera e sensibile agli acidi, quindi va pulita solo con acqua e un panno morbido.




