Vai al contenuto
Scienza e scoperte

Ossigenoterapia: quando è una cura vera e quando è solo una promessa

di Monica Della Ragione ·

Foto: Navy Medicine from Washington, DC, USA / Wikimedia Commons, Public domain

Una bombola accanto alla poltrona di un nonno con la BPCO, una camera iperbarica in ospedale, un trattamento viso “all’ossigeno” in un centro estetico. Sotto la parola ossigenoterapia finiscono cose molto diverse: alcune salvano la vita, altre sono soprattutto marketing.

L’ossigeno è un farmaco

Quello che si usa per le cure è un farmaco a tutti gli effetti: va prescritto dal medico, che stabilisce quanto ossigeno dare, per quante ore al giorno e con quale apparecchio. Si respira con una cannula sotto il naso o con una mascherina, da bombole, da un concentratore che lo ricava dall’aria di casa o da serbatoi di ossigeno liquido.

Pubblicità

Serve a chi ha nel sangue troppo poco ossigeno, una condizione che si misura con l’emogasanalisi o con il saturimetro. Succede nelle malattie respiratorie croniche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la BPCO, in alcune malattie del cuore e in molte situazioni acute in ospedale.

Dove ha prove solide

Nelle persone con BPCO grave e ossigeno basso in modo stabile, l’ossigenoterapia a lungo termine, usata per molte ore al giorno, è una delle poche cure che allungano la vita. Il servizio sanitario inglese ricorda che aiuta anche a respirare meglio e a fare di più nella giornata.

Ha però delle regole. Troppo ossigeno può far male, soprattutto a chi ha alcune forme di BPCO, e per questo la dose la decide il medico. E l’ossigeno alimenta il fuoco: in casa niente fumo, niente fiamme libere vicino all’apparecchio e attenzione alle creme a base di petrolio sul viso.

Una camera per l'ossigenoterapia iperbarica: si respira ossigeno puro a una pressione più alta del normale, con indicazi
Una camera per l'ossigenoterapia iperbarica: si respira ossigeno puro a una pressione più alta del normale, con indicazioni mediche precise. Foto: Hyperbaric Center of Queens / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

La camera iperbarica

Esiste poi l’ossigenoterapia iperbarica: si respira ossigeno puro dentro una camera a pressione più alta di quella dell’aria. Ha indicazioni precise e riconosciute, come la malattia da decompressione dei subacquei, l’intossicazione da monossido di carbonio e alcune ferite che non guariscono. Fuori da queste, molte promesse non hanno prove.

L’ossigeno in estetica

I trattamenti viso “all’ossigeno”, gli spray e le creme ossigenanti promettono di cancellare rughe, macchie, acne e smagliature. Non ci sono prove che l’ossigeno spruzzato sulla pelle abbia questi effetti: la pelle riceve l’ossigeno soprattutto dal sangue. Al massimo, la sensazione di freschezza viene dal massaggio e dai prodotti usati insieme.

Diverso ancora è l’ozono, una molecola irritante che non va confusa con l’ossigeno: le terapie con ozono vanno valutate con il medico, perché per molte delle indicazioni proposte le prove sono scarse e i rischi non mancano.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Per dubbi sulla tua salute rivolgiti al medico o al farmacista.

CondividiWhatsAppTelegramX

Seguici su GoogleAggiungi vivalife.it alle tue fonti preferite

Pubblicità

Ti potrebbe interessare