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Scienza e scoperte

Ansia di notte: perché i pensieri peggiorano a letto e come riprendere sonno

di Monica Della Ragione ·

Foto: PattayaPatrol / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Di giorno va tutto bene. Poi si spegne la luce e cominciano: la bolletta, quella frase detta al lavoro, un dolore al petto che di giorno non si notava. L’ansia di notte è un’esperienza comunissima, e ha una spiegazione semplice.

Perché di notte è peggio

Durante il giorno la mente è occupata da mille stimoli. A letto, al buio e in silenzio, non c’è più nulla che la distragga, e le preoccupazioni prendono tutto lo spazio. La stanchezza, poi, rende più difficile ridimensionarle: alle tre di notte un problema sembra sempre più grande di quello che è alle dieci di mattina.

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Si crea facilmente un circolo: la paura di non dormire tiene svegli, e il letto finisce per essere associato all’agitazione invece che al riposo.

Cosa fare quando non si riesce a dormire

Il servizio sanitario inglese consiglia di non restare a letto a rigirarsi: se dopo circa venti minuti il sonno non arriva, meglio alzarsi, andare in un’altra stanza con luce bassa e fare qualcosa di tranquillo, come leggere qualche pagina, finché torna la sonnolenza.

Guardare continuamente l’orologio aumenta l’ansia: conviene girarlo o metterlo lontano. Anche il telefono a letto va evitato, per la luce e per i contenuti che tengono la mente accesa.

Controllare l'ora di continuo durante la notte alimenta l'ansia: meglio girare la sveglia dall'altra parte.
Controllare l'ora di continuo durante la notte alimenta l'ansia: meglio girare la sveglia dall'altra parte. Foto: arvind grover from New York City, USA / Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0

Prima di andare a letto

Una tecnica semplice è il “tempo delle preoccupazioni”: nel pomeriggio o in prima serata ci si siede per un quarto d’ora e si scrivono su un foglio le cose che preoccupano, con un eventuale primo passo per affrontarle. La sera, quando tornano, si può ricordare a sé stessi che sono già sul foglio.

Aiutano anche orari regolari, poca caffeina dal pomeriggio, niente alcol per addormentarsi, perché peggiora la qualità del sonno, e una camera fresca e buia.

Quando serve aiuto

Se le notti agitate durano da settimane, il sonno è sempre spezzato o l’ansia si fa sentire anche di giorno, vale la pena parlarne con il medico. Per l’insonnia la terapia con più prove è una forma di psicoterapia cognitivo-comportamentale dedicata al sonno, spesso più efficace e duratura dei sonniferi.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Per dubbi sulla tua salute rivolgiti al medico o al farmacista.

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