Grigia e anonima finché la si gira: poi, all’improvviso, dalla pietra esplode un lampo di blu elettrico, verde, oro, a volte arancio. La labradorite è una delle pietre più spettacolari che esistano, e il suo effetto non dipende da un pigmento, ma da un gioco di luce.
Che cos’è
La labradorite è un feldspato della serie dei plagioclasi, un silicato di sodio, calcio e alluminio, parente stretta della pietra di luna. Si trova in molte rocce magmatiche, ma solo in alcune forma quelle zone iridescenti che la rendono preziosa. Ha una durezza di 6-6,5 nella scala di Mohs.
La labradorescenza
Quel lampo di colore si chiama labradorescenza. Dentro la pietra ci sono strati sottilissimi di composizione leggermente diversa, nati mentre il minerale si raffreddava. La luce che li attraversa si riflette fra uno strato e l’altro e alcuni colori si rinforzano a vicenda, come nelle bolle di sapone o sulle ali delle farfalle. Per questo il colore cambia con l’angolo da cui la si guarda.

Dal Labrador alla Finlandia
Prende il nome dalla penisola del Labrador, in Canada, dove la descrissero i missionari moravi alla fine del Settecento. Secondo una leggenda degli Inuit, l’aurora boreale un tempo era imprigionata nelle rocce della costa, finché un guerriero colpì la pietra con la lancia e la liberò: parte delle luci rimase intrappolata, ed è quella che vediamo nella labradorite.
In Finlandia si trova una varietà dai colori particolarmente intensi, chiamata spettrolite, scoperta per caso durante la Seconda guerra mondiale, mentre si scavavano le difese contro l’invasione sovietica.
Intuizione e protezione dell’aura?
Nella cristalloterapia la labradorite è la pietra dell’intuizione, che proteggerebbe “l’aura” e stimolerebbe le capacità psichiche. Sono credenze senza prove. La sua magia vera è fisica, e si può vedere con i propri occhi: basta girarla sotto una lampada.


