Un lungo corpo serpentino, senza ali, che si snoda fra le nuvole o le onde, con baffi, corna e artigli. Il drago cinese è uno dei tatuaggi più spettacolari, e ha un significato quasi opposto a quello del drago delle leggende europee.
Non un mostro, ma una benedizione
In Europa il drago è di solito un mostro da sconfiggere: san Giorgio, san Michele, i cavalieri delle fiabe. In Cina, invece, il drago è una creatura benevola e potentissima, legata all’acqua, alla pioggia che rende fertili i campi, ai fiumi e ai mari. Porta fortuna, forza e prosperità.
Per secoli fu anche il simbolo dell’imperatore: il drago con cinque artigli era riservato alla famiglia imperiale, e gli altri dovevano accontentarsi di draghi con meno dita. Il drago è anche uno dei dodici animali dello zodiaco cinese, e chi nasce nel suo anno è considerato fortunato.

E i colori?
Online si trovano tabelle precise sul significato dei colori: il drago rosso porta fortuna, quello nero protegge, quello dorato dà ricchezza. In realtà nella tradizione cinese esistono draghi di colori diversi associati ai punti cardinali e agli elementi, come il drago azzurro dell’est, ma le “tabelle” che circolano sono in gran parte interpretazioni moderne. Il colore giusto è quello che piace e che sta bene con il resto del disegno.
Drago cinese o giapponese?
Il drago giapponese deriva da quello cinese e gli somiglia molto. Si dice spesso che si distinguano per il numero di artigli, tre in Giappone e cinque in Cina, ma nella pratica artistica le varianti sono molte. Nel tatuaggio giapponese tradizionale il drago occupa spesso composizioni enormi, su tutta la schiena.
Prima di farlo
Un drago con squame, nuvole e onde chiede spazio e più sedute: schiena, braccio intero, gamba. Le regole di sicurezza sono quelle di sempre: tatuatore con l’attestato del corso regionale, studio autorizzato, inchiostri conformi alle norme europee, che dal 2023 hanno vietato anche due pigmenti blu e verde molto usati, sostituiti con alternative.


