Un disegno appena visibile, come un ricamo sulla pelle, che si nota solo da vicino. I tatuaggi con l’inchiostro bianco hanno un fascino particolare, e sono scelti da chi vuole qualcosa di discreto. Prima di farli, però, conviene sapere che si comportano in modo molto diverso dai tatuaggi neri.
Come appaiono, e come cambiano
Appena fatto, un tatuaggio bianco è ben visibile, perché la pelle è arrossata. Dopo la guarigione diventa molto più tenue, e su alcune pelli può sembrare quasi una cicatrice o un rilievo leggero. Con gli anni il bianco tende a sbiadire più del nero e, a volte, a ingiallire o assumere il colore della pelle che ha intorno.
Per questo molti tatuatori lo consigliano solo per disegni semplici e non troppo piccoli, e avvisano che il risultato è meno prevedibile.
Su quale pelle
Il bianco risalta di più sulle pelli chiare e poco abbronzate. Sulle pelli scure o molto abbronzate il contrasto è diverso e il risultato varia molto: meglio vedere foto di lavori guariti su un tipo di pelle simile al proprio.
Il problema della rimozione
C’è un aspetto poco conosciuto. Molti inchiostri bianchi, e quelli color pelle o pastello, contengono biossido di titanio. Durante la rimozione con il laser questo pigmento può reagire e diventare più scuro, a volte grigio o nero, invece di schiarire. È un fenomeno noto nella letteratura sulla rimozione dei tatuaggi, e rende i tatuaggi bianchi fra i più difficili da cancellare. Anche per questo è un tatuaggio da scegliere con convinzione.
Chi cerca un effetto delicato ha anche altre strade: linee sottili in grigio o disegni molto chiari tengono di più del bianco nel tempo e, se un giorno si cambia idea, si rimuovono con meno sorprese.
Le regole di sempre
In Europa gli inchiostri, compresi quelli bianchi, devono rispettare dal 2022 limiti più severi sulle sostanze pericolose. Chiedere al tatuatore quale inchiostro usa è un diritto. Per il resto: professionista con l’attestato del corso regionale, studio autorizzato, aghi monouso, cura attenta nelle settimane successive.





