Il rito si tramanda di generazione in generazione: una pentola d’acqua appena tolta dal fuoco, un pugno di sale grosso o qualche goccia di olio di eucalipto, la testa china e un asciugamano sopra a fare da tenda. Dopo dieci minuti il naso sembra più libero e il viso è rosso e sudato. Ma il raffreddore guarisce prima?
Che cosa succede nel naso
Il vapore caldo scioglie per un po’ il muco e inumidisce le mucose secche. Per questo la sensazione di sollievo è reale.
Un tempo si pensava anche che il calore potesse «cuocere» i virus del raffreddore, che si moltiplicano meglio a temperature più basse di quella del corpo. In laboratorio il caldo li danneggia davvero, ed è da qui che è nata l’idea. Ma il vapore che si respira sopra una pentola non scalda il naso abbastanza a lungo per fare una differenza.
Sale, bicarbonato o eucalipto?
Ogni famiglia ha la sua ricetta. C’è chi giura sul sale grosso, chi aggiunge il bicarbonato, chi la camomilla o qualche goccia di olio essenziale. Non esistono studi che mostrino un vantaggio di un’aggiunta rispetto alle altre: quello che arriva al naso è soprattutto vapore, e il sale resta nella pentola.
Con mentolo ed eucalipto succede qualcosa in più, ma è una sensazione. Il ricercatore gallese Ronald Eccles, del centro per lo studio del raffreddore dell’Università di Cardiff, ha mostrato che il mentolo fa sentire l’aria passare meglio senza cambiare la resistenza misurata nel naso. Stimola i recettori del fresco, e il cervello legge quel fresco come un naso più libero. Il passaggio dell’aria, in realtà, resta quello di prima.
La risposta degli studi
La Cochrane, la rete di ricercatori che raccoglie e confronta gli studi clinici, ha esaminato le prove sull’aria calda e umida contro il raffreddore. Su sei studi, alcuni hanno trovato un piccolo miglioramento dei sintomi, altri nessuno; uno che misurava la quantità di virus non ha visto alcuna differenza. La conclusione degli autori è che i suffumigi non hanno mostrato benefici costanti e non vanno consigliati come cura di routine.
Uno studio inglese del 2016 su oltre 870 pazienti con il naso spesso chiuso per sinusite ha confrontato i suffumigi quotidiani con i lavaggi nasali. Il vapore ha alleviato un po’ il mal di testa, ma non ha migliorato gli altri sintomi; i lavaggi con acqua e sale, invece, hanno dato un beneficio piccolo ma duraturo.
Il vero rischio è la scottatura
Il pericolo maggiore non è che non funzionino, ma la pentola. Nei centri ustioni di diversi Paesi europei si vedono ogni inverno persone con scottature al petto, alle gambe e alle mani perché la bacinella si è rovesciata mentre stavano chine sopra.
In uno studio sui centri ustioni olandesi la maggior parte dei ricoverati per suffumigi erano bambini, e avevano bisogno di trapianti di pelle più spesso degli adulti. Con i più piccoli i suffumigi andrebbero evitati del tutto, e anche con gli adulti conviene appoggiare il recipiente su una superficie stabile, mai sulle ginocchia.
Gli oli essenziali come eucalipto e mentolo, poi, possono irritare le vie respiratorie dei bambini sotto i tre anni.
Che cosa aiuta, allora
Una doccia calda dà lo stesso sollievo con meno rischi. Bere molto, lavare il naso con soluzione fisiologica e tenere la casa né troppo secca né troppo calda aiutano a stare meglio, mentre il corpo fa il suo lavoro. Per il mal di gola e il naso chiuso, l’Istituto superiore di sanità cita anche i gargarismi con acqua salata e le caramelle al mentolo.
Gli antibiotici, invece, non servono: funzionano contro i batteri, mentre il raffreddore è causato da virus. Il raffreddore si risolve in genere in cinque-dieci giorni.
Quando chiamare il medico
Nella maggior parte dei casi non c’è bisogno del medico: bastano riposo e qualche rimedio per i sintomi. Conviene sentirlo se i disturbi durano più di tre settimane, se peggiorano all’improvviso, se si fa fatica a respirare o se compaiono dolore al petto o tosse con sangue.
Più attenzione anche con i bambini piccoli e con le persone anziane, soprattutto se hanno già una malattia cronica. In questi casi un raffreddore che non passa merita una telefonata in più, non una pentola in più.




