Una pallina sotto la pelle, liscia, che scorre un po’ sotto le dita. Sta lì per mesi, a volte anni, senza dare fastidio, poi un giorno si arrossa e fa male. Le cisti sebacee sono uno dei motivi più comuni per cui si va dal dermatologo, e anche uno di quelli su cui girano più rimedi inutili.
Un nome sbagliato
Quelle che chiamiamo cisti sebacee, in medicina si chiamano quasi sempre cisti epidermoidi. Non sono piene di sebo, come suggerisce il nome, ma di cheratina, la proteina della pelle, che ha l’aspetto di una pasta bianco-giallastra e un odore caratteristico. Si formano quando le cellule della superficie finiscono intrappolate sotto la pelle, spesso a partire da un follicolo del pelo, e continuano a produrre cheratina dentro una piccola sacca.
Compaiono più spesso su viso, collo, dietro le orecchie, sul tronco e sulla schiena. Sono benigne e non diventano tumori. Molto raramente, se sono numerose fin da giovani, possono far parte di una sindrome ereditaria, come la sindrome di Gardner: per questo vale la pena farle vedere almeno una volta.
Perché non vanno spremute
Spremere una cisti fa uscire un po’ di contenuto, ma la sacca resta, e la cisti si riempie di nuovo. C’è di peggio: la pressione può rompere la parete sotto la pelle e riversare la cheratina nei tessuti, che reagiscono con un’infiammazione dolorosa, rossa e gonfia. È questo, più che un’infezione, il motivo per cui spesso una cisti tranquilla diventa all’improvviso un problema.
Cosa si può fare a casa
Poco, ed è giusto saperlo. Gli impacchi caldi possono dare sollievo quando la cisti è infiammata. Olio di tea tree, aloe e dieta non la fanno sparire: la sacca rimane lì.
Quando e come si toglie
Una cisti che non dà fastidio può anche restare dov’è. Se cresce, si infiamma spesso o dà fastidio per la posizione, l’unica soluzione definitiva è un piccolo intervento ambulatoriale in anestesia locale, in cui il medico toglie la cisti insieme alla sua sacca. Se la sacca non viene asportata del tutto, la cisti tende a tornare.
Quando è molto infiammata, di solito si aspetta che l’infiammazione passi, con un’infiltrazione di cortisone o, se c’è un’infezione, con antibiotici, e solo dopo si opera. Meglio sentire il medico anche se la pallina cresce in fretta, è dura e non si muove, o compare in un punto insolito.


