Prima di pagare il prossimo bollo conviene aprire il portaoggetti e tirare fuori il libretto. C’è una riga, quella con la sigla P.2, che nel 2027 può far risparmiare fra i 110 e i 140 euro a chi ha una piccola utilitaria. È lì che è scritta la potenza del motore in kilowatt, e da quel numero dipende se l’anno prossimo il bollo si paga oppure no.
Il motivo è il decreto-legge 162 del 17 settembre 2026, in vigore dal giorno dopo. Il suo articolo 2 cancella la tassa automobilistica per le scadenze del 2027 a una platea molto ampia: le auto a benzina o a gasolio, anche ibride, con una potenza fino a 80 kW, cioè circa 109 cavalli.
Chi non pagherà, e per quale auto
L’esenzione riguarda solo le persone fisiche e vale per una sola auto, che deve essere regolarmente assicurata. Chi ne ha due o tre non può scegliere: lo sconto va a quella con la potenza più bassa e, a parità di kW, a quella con il bollo più leggero. Le auto intestate a società restano fuori.
Le elettriche non rientrano in questa misura, ma hanno già un’esenzione loro, di cui parliamo più sotto. Moto e ciclomotori sono inclusi solo in seconda battuta: il beneficio spetta a chi non ha già un’auto esentata, e anche qui per un solo mezzo.
Conta la data di scadenza del pagamento, non i mesi coperti dal bollo. Chi deve pagare a novembre o a dicembre 2026 paga per intero, anche se il periodo arriva fino all’autunno del 2027. L’esenzione scatta per i versamenti in scadenza fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Rimandare il pagamento non serve: il bollo resta dovuto, con sanzioni e interessi.
Le auto che rientrano nella soglia
Gran parte delle utilitarie più vendute in Italia sta sotto gli 80 kW, almeno nelle versioni con i motori più piccoli. Altroconsumo ha fatto qualche esempio, con il risparmio stimato sulla tariffa base nazionale:
- Volkswagen Up!, Škoda Citigo, Seat Mii da 60 CV (44 kW): circa 114 euro
- Dacia Sandero, Renault Twingo e Clio da 65 CV (48 kW): circa 124 euro
- Hyundai i10 e Kia Picanto da 67 CV (49 kW): circa 126 euro
- Fiat Panda e 500 Hybrid da 70 CV (51 kW): circa 132 euro
- Toyota Aygo X da 72 CV (53 kW): circa 137 euro
- Citroën C3 e Peugeot 208 1.2 da 75 CV (55 kW): circa 142 euro
Il nome del modello però non basta, perché la stessa auto esce spesso con motori di potenza diversa. Fa fede solo il numero nel campo P.2, e il risparmio vero dipende dalle tariffe della propria regione.
Per chi ha la residenza in una delle regioni a statuto speciale, cioè Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, e per chi vive nelle province di Trento e Bolzano, l’esenzione arriverà solo dopo un accordo fra lo Stato e la singola amministrazione.
Serve fare domanda?
Con ogni probabilità no. La Regione Lombardia ha già spiegato che l’esenzione dovrebbe essere applicata in automatico a chi ha i requisiti, e consiglia a chi paga con addebito in banca di non revocarlo. Il condizionale è d’obbligo, perché il decreto deve ancora diventare legge: arriva nell’aula della Camera il 3 novembre e va convertito entro il 16.
In commissione sono stati ritirati gli emendamenti che volevano portare la soglia a 81 o a 85 kW. Intanto il 28 ottobre il Consiglio dei ministri ha inserito nella legge di Bilancio una misura che renderebbe l’esenzione permanente per le auto fino a 80 kW. Ma per ora è una proposta: la «lista» vale per il 2027, e il «mai più» dipende dal voto del Parlamento entro fine anno.
Chi è già esente oggi
Al di là del decreto, il bollo prevede da tempo alcune esenzioni, con regole che cambiano da regione a regione. Le auto elettriche non lo pagano per cinque anni dalla prima immatricolazione e dopo pagano un quarto della tariffa; in Piemonte l’esenzione è permanente. Le auto con più di trent’anni non usate per lavoro sono esenti, ma se circolano su strada pagano una piccola tassa fissa, in Campania di 31,24 euro l’anno.
Quelle fra i 20 e i 29 anni pagano metà bollo, a patto di avere il certificato di rilevanza storica annotato sul libretto; in Veneto lo sconto sale al 75%. Le auto che vanno solo a GPL o a metano in molte regioni pagano un quarto, e in Campania le ibride nuove sono esenti per tre anni.
Resta l’esenzione per le persone con disabilità: vale per una sola auto, intestata a loro o al familiare che li ha fiscalmente a carico, fino a 2.000 cc a benzina, 2.800 cc a gasolio o 150 kW se elettrica. Questa, a differenza delle altre, non è automatica: va chiesta alla propria Regione o all’ACI.





