Cristalli trasparenti come ghiaccio, a volte verde menta, a forma di piccole piramidi o di cubi allungati, spesso accanto a ventagli color pesca. L’apofillite è uno dei minerali più fotografati dai collezionisti, e quasi tutti i campioni in commercio arrivano dallo stesso posto.
Che cos’è
Più che un minerale, apofillite è il nome di un piccolo gruppo di silicati di potassio e calcio che contengono acqua e fluoro o un gruppo ossidrile. Ha una struttura a strati e si sfalda facilmente in lamine sottili. È piuttosto tenera, 4,5-5 nella scala di Mohs, quindi va maneggiata con delicatezza.
Il nome che racconta una prova
Il nome viene dal greco e significa più o meno “che si sfoglia”: scaldata, l’apofillite perde l’acqua contenuta nel cristallo e si apre in scaglie, come le pagine di un libro. Era una delle prove usate dai mineralogisti per riconoscerla.

Dove si forma
L’apofillite cresce nelle cavità delle rocce vulcaniche, soprattutto nei basalti, insieme alle zeoliti, minerali con cui condivide l’ambiente. Il posto più famoso sono i Trappi del Deccan, in India, una gigantesca distesa di colate di lava nata circa 66 milioni di anni fa. Nelle cave di basalto intorno a Pune e Nashik, aprendo la roccia per estrarre pietrisco, si trovano cavità tappezzate di cristalli: da lì arriva la maggior parte dei campioni venduti nel mondo, comprese le varietà verdi.
Spesso l’apofillite è accompagnata dalla stilbite, una zeolite che forma ventagli o “covoni” color pesca o arancio, che fanno da contrasto ai cristalli trasparenti.
Proprietà spirituali?
Nella cristalloterapia l’apofillite viene associata alla meditazione, alla connessione spirituale e alla “trasparenza” interiore. Sono credenze senza prove. Chi la sceglie per la sua bellezza farà bene a tenerla al riparo da urti e fonti di calore, e a pulirla solo con un pennello morbido.

