C’è chi la trova già nel portafoglio, rimasta lì dall’anno scorso, e chi riceverà nei prossimi giorni una lettera del Comune. Da mercoledì 4 novembre l’Inps comincia a caricare la prima quota della Carta Dedicata a te: 500 euro per famiglia, da usare per fare la spesa.
Le carte previste sono 1.177.597. La novità di quest’anno è che la lista dei beneficiari vale per due anni: a novembre arrivano 500 euro, e altri 500 sono attesi ad aprile 2027.
La carta non è una novità: esiste dal 2023, ed è gestita dall’Inps sulla base delle regole fissate dal ministero dell’Agricoltura. Negli anni l’importo è cresciuto, e quest’anno il decreto ha cambiato meccanismo, con una sola lista valida per due annualità. Chi è dentro oggi, quindi, dovrebbe ricevere anche la ricarica della primavera, senza rifare i controlli da capo.
Perché non bisogna fare domanda
È il punto che crea più confusione. Per questa carta non esiste un modulo da compilare né un click day. I nomi li incrociano l’Inps e i Comuni partendo dalle banche dati che già esistono, prima fra tutte quella dell’Isee. Chi rientra viene avvisato dal proprio Comune di residenza, che spiega anche come ritirare la carta.
Questo significa, però, che chi non ha un Isee aggiornato rischia di restare fuori senza nemmeno saperlo. Per chi pensa di avere i requisiti e non ha ricevuto nulla, il primo passo è chiedere ai servizi sociali del Comune.
Chi può riceverla
Servono tre condizioni: un Isee fino a 15.000 euro, un nucleo di almeno tre persone e la residenza nel Comune che compila la lista. Avere i requisiti, però, non garantisce la carta, perché i soldi sono quelli stanziati e le liste seguono un ordine di precedenza.
Vengono prima le famiglie con almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2012, poi quelle con un componente nato entro il 31 dicembre 2008, infine gli altri nuclei di tre o più persone. Dentro ogni gruppo passa avanti chi ha l’Isee più basso.
Chi resta escluso
La carta non spetta alle famiglie che ricevono già altri aiuti contro la povertà: l’Assegno di inclusione, la Carta acquisti o altre forme di sostegno al reddito nazionali, regionali o comunali. Resta fuori anche il nucleo in cui almeno una persona prende la Naspi, la Dis-Coll o la cassa integrazione.
Che cosa si può comprare
La carta è una prepagata nominativa di Poste Italiane e si usa nei negozi alimentari per i beni di prima necessità: pane, pasta, latte, carne, frutta, verdura e simili.
Chi ha già la carta degli anni scorsi non deve chiederne una nuova: se è confermato nella lista, i soldi arrivano sulla stessa tessera. Chi la riceve per la prima volta la ritira all’ufficio postale indicato dal Comune.
La data da segnare: 16 dicembre
Il primo acquisto va fatto entro il 16 dicembre 2026: chi non usa la carta entro quel giorno perde i 500 euro di quest’anno, anche se potrà ricevere la quota di aprile.
Basta anche una spesa piccola per mettersi al sicuro. Il saldo si controlla agli sportelli Postamat con il PIN, oppure chiedendo all’ufficio postale.
Se il PIN non si trova più
Capita spesso con le carte ricevute uno o due anni fa e rimaste in un cassetto. Per il PIN ci si può rivolgere al servizio clienti di Poste o allo sportello. Se la carta è stata persa, rubata o si è rovinata, per averne una nuova serve la denuncia, oppure la restituzione della vecchia tessera.




