Sei uova in una confezione di cartone, comprate magari per una torta o per la frittata della settimana. Chi le ha comprate di recente in Lombardia farebbe bene a dare un’occhiata alla scatola prima di romperle.
Il Ministero della Salute ha pubblicato il richiamo delle uova medie da allevamento a terra a marchio Latteria Chiuro, per la presenza di Salmonella enteritidis. L’avviso porta la data del 23 ottobre, ma sul sito del Ministero è comparso soltanto il 29: per questo una parte dei lotti era già scaduta quando la notizia è uscita.
Chi le produce
Le uova arrivano dalla cooperativa sociale La Quercia, che ha lo stabilimento a Mese, in provincia di Sondrio, e le confeziona per la Latteria Sociale di Chiuro. Non è la prima volta: le stesse uova erano già state richiamate nei giorni precedenti con il marchio La Quercia. Sulla confezione il marchio di identificazione dello stabilimento è ITK034XUE.
I lotti ancora in scadenza
In tutto i lotti richiamati sono 18, con scadenze dal 24 ottobre al 12 novembre 2026. Questi sono quelli che possono essere ancora in casa:
- 031126, 041126, 051126
- 071126, 081126, 091126
- 101126, 111126, 121126
Gli altri nove (dal 241026 al 021126) sono già oltre la data di scadenza. Se sono ancora nel frigorifero, vanno buttati comunque.
Perché il rischio è nelle uova poco cotte
La Salmonella non resiste al calore, ma servono una cottura completa e un tuorlo ben sodo. Il pericolo arriva dalle preparazioni in cui l’uovo resta crudo o quasi: la maionese fatta in casa, il tiramisù, lo zabaione, l’uovo all’occhio di bue con il tuorlo che cola, la carbonara quando la crema resta liquida.
C’è poi il guscio. Il batterio può stare anche all’esterno, e da lì passa alle mani, al piano di lavoro, alla ciotola. Dopo aver rotto le uova conviene lavarsi le mani e pulire il ripiano prima di toccare cibi che non verranno cotti, come l’insalata.
Come si riconosce l’infezione
La salmonellosi si fa sentire di solito fra le 6 e le 72 ore dopo il pasto, con diarrea, febbre, crampi alla pancia e a volte vomito. Nella maggior parte delle persone passa da sola in pochi giorni, bevendo molto per non disidratarsi.
Diverso il discorso per bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e chi ha le difese basse: per loro l’infezione può diventare seria, ed è meglio sentire subito il medico. In Europa è la seconda infezione di origine alimentare più segnalata.
Che cosa fare
Le uova dei lotti indicati non vanno consumate, nemmeno cotte. Il Ministero invita a riportarle al punto vendita dove sono state comprate, che le sostituisce o restituisce i soldi.

