Ogni anno il 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione. La data ricorda la nascita della FAO, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, fondata il 16 ottobre 1945. È l’occasione giusta per guardare dentro il proprio frigorifero.
Perché riguarda anche casa nostra
Una parte importante del cibo che si butta non si perde nei campi o nei supermercati, ma nelle cucine. Buttare meno significa spendere meno, e non richiede sacrifici: bastano alcune abitudini.
Sei mosse che funzionano
- Fai la lista della spesa dopo aver controllato cosa c’è già in casa, e vai a fare la spesa a stomaco pieno.
- Leggi bene le date: “da consumarsi entro” è una scadenza vera e riguarda la sicurezza; “da consumarsi preferibilmente entro” indica solo fino a quando il prodotto mantiene le sue qualità migliori.
- Metti davanti ciò che scade prima, in frigo e in dispensa: è la regola che usano i negozi.
- Usa il congelatore: pane, carne, sughi, verdure cotte e porzioni avanzate si congelano senza problemi.
- Cucina gli avanzi: frittate, polpette, zuppe e torte salate sono nate per questo.
- Controlla la temperatura del frigo: intorno ai 4 gradi gli alimenti durano di più.
Un consiglio in più: per una settimana segna su un foglio tutto quello che finisce nella spazzatura. Vedere nero su bianco cosa si butta è il modo più rapido per capire dove si sbaglia.
Le date, il congelatore e l’invenduto
Un alimento che ha superato il “preferibilmente entro” in genere si può ancora mangiare, se è stato conservato bene e ha aspetto e odore normali: quella data indica la qualità, non la sicurezza. Vale per pasta, riso, biscotti, legumi secchi e conserve.
Non tutto si presta al congelatore. Gli ortaggi molto ricchi d’acqua che si mangiano crudi, come insalata, cetrioli e pomodori da insalata, una volta scongelati diventano molli. Le uova non vanno congelate nel guscio.
Lo spreco si può ridurre anche fuori casa. Diversi negozi e ristoranti vendono a prezzo ridotto l’invenduto di giornata tramite applicazioni dedicate, e al ristorante si può chiedere di portare via quello che avanza.



