Togliere quasi del tutto merendine, snack e piatti pronti dalla dieta può alleggerire i sintomi della depressione? Uno studio pilota dell’Università della California di San Francisco (UCSF), pubblicato a fine settembre 2026 su JAMA Psychiatry, suggerisce di sì. Con molte cautele.
Come è stato fatto lo studio
I ricercatori hanno coinvolto 20 adulti con una diagnosi di depressione maggiore; 19 hanno completato il percorso. Ognuno ha seguito per quattro settimane la propria alimentazione abituale e per altre quattro una dieta con pochissimi alimenti ultraprocessati. In questo modo ogni persona è stata confrontata con se stessa.
I risultati
- I partecipanti sono riusciti a ridurre gli ultraprocessati di oltre l’85%.
- Nella fase con pochi ultraprocessati i punteggi dei questionari sulla depressione erano più bassi: in uno dei più usati, il PHQ-9, la media era 5,5 contro 8,7 con la dieta abituale.
- Anche i punteggi dell’ansia sono migliorati, in misura più contenuta.
Perché non bisogna correre
Sono gli stessi autori a frenare. Lo studio serviva soprattutto a capire se un cambiamento del genere è fattibile; il campione è molto piccolo e i partecipanti sapevano quale dieta stavano seguendo, cosa che può influenzare le risposte. Serviranno studi più grandi per confermare il risultato.
Che cosa si intende per ultraprocessati
Sono prodotti industriali fatti in gran parte con ingredienti che in cucina non si usano: aromi, coloranti, emulsionanti, dolcificanti, proteine isolate. Ne fanno parte merendine, snack confezionati, bibite zuccherate, salumi ricostituiti e molti piatti pronti.
Riconoscerli al supermercato è abbastanza semplice: basta guardare la lista degli ingredienti. Quando è lunga e contiene nomi che a casa non useresti, è molto probabile che il prodotto sia ultraprocessato.
Eliminarli del tutto non è necessario, e per molti non sarebbe realistico. L’obiettivo ragionevole è che non siano la base dell’alimentazione di tutti i giorni.
Da ricordare: mangiare meglio può affiancare le cure, non sostituirle. Chi soffre di depressione non deve modificare o sospendere le terapie senza parlarne con il proprio medico.



