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Sana alimentazione

Vitamina D: sole, alimenti e quando ha senso davvero fare l’esame

di Monica Della Ragione ·

Foto: Tejas0012 / Wikimedia Commons, CC0

Negli ultimi anni il dosaggio della vitamina D è diventato uno degli esami del sangue più richiesti, e le gocce sul comodino una presenza comune. Eppure non tutti ne hanno bisogno, e prenderla “a occhio” non è privo di rischi.

A cosa serve

La vitamina D aiuta l’organismo ad assorbire il calcio e il fosforo, ed è quindi essenziale per ossa e denti. Una carenza importante porta al rachitismo nei bambini e all’osteomalacia negli adulti, e contribuisce all’osteoporosi. Molti altri benefici di cui si parla, dalle difese immunitarie all’umore, non sono stati confermati dagli studi più ampi.

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Viene soprattutto dal sole

A differenza delle altre vitamine, la D la produciamo da soli: la pelle la fabbrica quando è esposta ai raggi del sole. In primavera e in estate, per molte persone, bastano brevi esposizioni di braccia e viso. In autunno e in inverno, alle nostre latitudini, il sole è troppo basso e la produzione cala.

Dal cibo ne arriva meno: i pesci grassi come salmone, sgombro e sardine, le uova, alcuni alimenti arricchiti. Per questo, per esempio, il servizio sanitario inglese consiglia a tutti di valutare un piccolo integratore nei mesi invernali.

Il salmone è fra i pochi alimenti ricchi di vitamina D, che per la maggior parte viene invece prodotta dalla pelle espos
Il salmone è fra i pochi alimenti ricchi di vitamina D, che per la maggior parte viene invece prodotta dalla pelle esposta al sole. Foto: FULVIO_TOGNON / Wikimedia Commons, CC0

Chi rischia di più

Sono più a rischio di carenza gli anziani, soprattutto se escono poco o vivono in strutture, chi ha la pelle scura, chi si copre quasi del tutto, le donne in gravidanza e allattamento, chi ha malattie dell’intestino che riducono l’assorbimento o prende alcuni farmaci, e chi soffre di osteoporosi.

In Italia la Nota 96 dell’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, regola la prescrizione della vitamina D a carico del Servizio sanitario: la limita alle categorie a rischio e, in molti casi, richiede prima un esame che confermi la carenza. Fare il dosaggio a tutti, senza motivo, non è raccomandato.

Attenzione al fai da te

La vitamina D si accumula nell’organismo. Prenderne troppa, per lungo tempo, può far salire troppo il calcio nel sangue, con nausea, debolezza e danni ai reni. Le dosi alte vanno sempre decise con il medico, e le gocce vanno tenute lontano dai bambini.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Per dubbi sulla tua salute rivolgiti al medico o al farmacista.

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