Rune, nodi intrecciati, il martello di Thor, la bussola a otto punte. I tatuaggi vichinghi sono tornati di moda grazie a serie tv e videogiochi, e vengono presentati come simboli millenari di forza e protezione. Alcuni lo sono davvero; altri sono molto più recenti di quanto si creda.
Davvero antichi
Le rune sono l’alfabeto con cui i popoli germanici e scandinavi scrivevano: si trovano incise su migliaia di pietre in Scandinavia, spesso per ricordare un defunto. Il martello di Thor, il Mjölnir, era portato come pendente nell’epoca vichinga, e ne sono stati trovati molti esemplari. Anche gli intrecci di animali che decorano pietre, gioielli e legni sono uno stile autentico dell’arte vichinga.
Il valknut, tre triangoli intrecciati, compare su alcune pietre figurate dell’epoca, spesso in scene legate alla morte e al dio Odino. Il suo significato preciso però è sconosciuto, e il nome con cui lo chiamiamo è moderno.
Meno antichi di quanto sembra
La famosa “bussola vichinga”, il Vegvísir, non viene dall’epoca vichinga: è documentata in un manoscritto islandese di magia dell’Ottocento, scritto circa otto secoli dopo. Lo stesso vale per gli elmi con le corna: i vichinghi non li portavano in battaglia, e l’immagine si è diffusa nell’Ottocento con i costumi di scena delle opere di Wagner.
I vichinghi si tatuavano?
Non lo sappiamo con certezza. Un viaggiatore arabo del X secolo, Ibn Fadlan, descrisse dei mercanti scandinavi sul Volga coperti di disegni “dalle unghie al collo”, ma non è chiaro se si trattasse di tatuaggi, e non abbiamo resti di pelle che lo confermino.
Le rune, del resto, avevano usi molto quotidiani: nomi, segni di proprietà, messaggi, perfino frasi scherzose incise su legnetti, come quelle ritrovate nel porto medievale di Bergen, in Norvegia. Chi vuole tatuare una parola in rune farebbe bene a controllarne la trascrizione su una fonte affidabile, perché esistono alfabeti runici diversi a seconda dell’epoca.
Un’avvertenza
Alcuni simboli nordici, come certe rune e il valknut, sono stati adottati da gruppi di estrema destra. Non significano questo in sé, ma conviene saperlo e farsi consigliare su come rappresentarli. Per il resto, valgono le regole di ogni tatuaggio: tatuatore qualificato, studio autorizzato, inchiostri a norma.






