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Tatuaggio tribale: dalla Polinesia agli anni Novanta, cosa c’è di vero nel «significato»

di Francesco Ferrara ·

Foto: Sandra Cohen-Rose and Colin Rose from Montreal, Canada / Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0

Linee nere spesse e appuntite, curve che si intrecciano sul braccio, sulla schiena, sul polpaccio. Il tatuaggio tribale è stato il simbolo degli anni Novanta, e oggi sta tornando di moda. Spesso viene presentato come un’arte antica piena di significati. La realtà è più sfumata.

La parola tatuaggio viene dalla Polinesia

Le culture del Pacifico hanno una tradizione di tatuaggio fra le più antiche e raffinate al mondo. La stessa parola tatuaggio viene dal termine polinesiano tatau, che i marinai dell’esploratore James Cook riportarono in Europa dopo i viaggi nel Pacifico, alla fine del Settecento.

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In Samoa, a Tahiti, nelle isole Marchesi e fra i Maori della Nuova Zelanda, i tatuaggi tradizionali raccontano la genealogia, il ruolo nella comunità, le tappe della vita. Ogni segno ha un significato preciso, e alcuni tatuaggi, come il moko sul viso dei Maori, sono considerati sacri e legati all’identità di chi li porta.

Il tatuaggio polinesiano tradizionale si faceva battendo sulla pelle, con un piccolo martello, un pettine di osso o di denti intinto nel pigmento: un procedimento lungo e doloroso, che in alcune isole è stato recuperato negli ultimi decenni insieme alla lingua e alle danze.

Un uomo maori con il moko tradizionale sul viso: per i Maori è un segno sacro legato all'identità e alla genealogia.
Un uomo maori con il moko tradizionale sul viso: per i Maori è un segno sacro legato all'identità e alla genealogia. Foto: Graham Crumb / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Il tribale degli anni Novanta

Il tribale che si è diffuso in Occidente fra gli anni Ottanta e Novanta è un’altra cosa. È uno stile nato negli Stati Uniti, ispirato liberamente ai motivi del Borneo e della Polinesia, ma con forme in gran parte inventate. Le sue curve nere non hanno, di solito, un significato preciso: sono decorative. Non c’è niente di male, ma è bene saperlo prima di pensare di portare sulla pelle un messaggio antico.

Chi desidera un tatuaggio polinesiano autentico dovrebbe rivolgersi a tatuatori che conoscono quella tradizione, e accettare che alcuni segni non sono fatti per chi non appartiene a quelle culture.

Coperture e ripensamenti

I tribali degli anni Novanta sono fra i tatuaggi più spesso coperti con un altro disegno o rimossi. Il nero pieno si presta bene a entrambe le cose, ma la rimozione con il laser richiede molte sedute e non sempre è completa. Per un nuovo tribale valgono le regole di ogni tatuaggio: tatuatore qualificato, studio autorizzato, inchiostri conformi alle norme europee.

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