Fino a qualche anno fa era una scelta da pochi, oggi lo si vede spesso: una scritta dietro la nuca, un fiore sotto l’orecchio, un disegno che sale dalla spalla. Il tatuaggio sul collo è uno dei più visibili che si possano fare, ed è proprio questo il punto da pensare per primo.
Visibile quasi sempre
A differenza di un tatuaggio sul braccio o sulla schiena, quello sul collo si copre a fatica: solo con colli alti, sciarpe o capelli lunghi. In Italia non esiste un divieto generale per i tatuaggi visibili, ma alcuni datori di lavoro hanno regole sull’aspetto, e per l’accesso alle forze armate e di polizia i bandi di concorso escludono di solito i tatuaggi visibili con la divisa, collo compreso. Chi pensa a quella strada farebbe bene a leggere un bando prima di tatuarsi.
Fa male?
Dipende dalla zona. La nuca, con più muscolo, è in genere sopportabile; la parte anteriore della gola e i lati, dove la pelle è sottile e vicina a tendini e ossa, sono fra i punti più sensibili del corpo. Anche la guarigione chiede attenzione: il collo si muove di continuo, sfrega contro colletti e cuscini, e va tenuto pulito e lontano dal sole.
La pelle che cambia
La pelle del collo è sottile e molto esposta al sole, che con gli anni la fa invecchiare e sbiadisce i colori. Una protezione solare alta, dopo la guarigione, è il modo migliore per conservare il disegno. Linee molto fini e dettagli piccoli, in una zona che si piega e si stira, tendono ad allargarsi: meglio progetti con un tratto deciso.
Sicurezza e ripensamenti
Valgono le regole di ogni tatuaggio: tatuatore con l’attestato del corso regionale, centro autorizzato, aghi monouso, inchiostri conformi ai limiti europei in vigore dal 2022. E una riflessione in più: la rimozione con il laser è possibile, ma richiede molte sedute, costa, non sempre cancella del tutto e sul collo può essere più delicata. Su una zona così visibile, vale la pena prendersi qualche settimana per essere sicuri del disegno.



