Una mano aperta, con le dita unite e a volte un occhio al centro del palmo, spesso decorata con motivi geometrici. La mano di Fatima, chiamata anche hamsa, è uno degli amuleti più diffusi del Mediterraneo e del Medio Oriente, e uno dei tatuaggi più scelti come portafortuna.
Un amuleto contro il malocchio
La sua funzione principale è proteggere dal malocchio, lo sguardo invidioso che secondo molte tradizioni porta sfortuna. L’occhio che spesso compare al centro della mano rimanda a questa idea: l’occhio “restituisce” lo sguardo cattivo. La parola hamsa, in arabo, significa cinque, come le dita.
Un simbolo di più religioni
Nel mondo islamico è chiamata mano di Fatima, dal nome della figlia del profeta Maometto. Nel mondo ebraico è spesso chiamata mano di Miriam, dalla sorella di Mosè e Aronne. La si trova anche presso alcune comunità cristiane del Medio Oriente. Gli studiosi pensano che l’amuleto sia ancora più antico di queste religioni, e che derivi da simboli di protezione già presenti nel Mediterraneo antico.
È un caso raro di simbolo condiviso da tradizioni diverse, e oggi lo si vede appeso alle porte delle case, sui gioielli e sulle piastrelle dal Marocco alla Turchia, passando per Israele e la Tunisia.
La mano aperta è del resto uno dei primi simboli dell’umanità: già nelle grotte preistoriche si trovano impronte di mani ottenute soffiando il colore intorno alle dita. Non hanno un legame diretto con la hamsa, ma raccontano quanto questo gesto parli a tutti.
Dita in su o in giù
Si dice spesso che la mano con le dita rivolte verso l’alto protegga, e quella con le dita in basso porti abbondanza e benedizione. Sono interpretazioni diffuse, ma variabili da luogo a luogo: non esiste una regola unica.
Prima di tatuarla
Le decorazioni geometriche e i motivi a mandala della hamsa hanno molti dettagli, che rendono meglio su una superficie non troppo piccola. E come per ogni tatuaggio: tatuatore qualificato, studio autorizzato, aghi monouso, inchiostri a norma, e una cura attenta nelle settimane successive.






