Un corvo nero con le ali spiegate, appollaiato su un ramo o su un teschio. Il corvo ha fama di uccello del malaugurio, legato alla morte e alle atmosfere gotiche. Ma in molte culture è stato, ed è ancora, il simbolo della saggezza. E la scienza gli dà ragione.
I corvi di Odino
Nella mitologia norrena il dio Odino aveva due corvi, Huginn e Muninn, il pensiero e la memoria. Ogni mattina volavano per il mondo e la sera tornavano a riferirgli tutto ciò che avevano visto. Per i popoli del Nord il corvo era quindi un uccello sacro e sapiente, e compariva anche sugli stendardi dei guerrieri.
In molte culture native del Nord America il corvo è una figura astuta e creatrice, che porta la luce nel mondo. Nella tradizione europea, invece, il suo colore nero e l’abitudine di nutrirsi di carcasse lo hanno legato alla morte. Il celebre poema di Edgar Allan Poe, Il corvo, ha fatto il resto.
Uno degli animali più intelligenti
I corvi e i loro parenti, come le cornacchie, sono fra gli animali più intelligenti che si conoscano. Alcune specie usano e costruiscono strumenti per procurarsi il cibo, risolvono problemi in più passaggi, ricordano per anni i volti delle persone che li hanno trattati male. Il corvo imperiale, il più grande della famiglia, vive anche molti anni e forma coppie stabili.

I corvi della Torre di Londra
Alla Torre di Londra vivono da secoli alcuni corvi, curati da un custode dedicato. Una leggenda dice che, se i corvi lasciassero la Torre, il regno crollerebbe: per questo ce ne sono sempre almeno sei. Più che un’antica profezia, gli storici pensano che la leggenda sia nata in epoca vittoriana, ma la tradizione continua.
Prima di tatuarlo
Il corvo nero si presta bene al tatuaggio: piume, riflessi e contrasti rendono molto bene con il solo nero e il grigio. Le regole di sicurezza sono quelle di sempre: tatuatore qualificato, studio autorizzato, inchiostri conformi alle norme europee.

