Una polvere verde scurissimo, dall’odore di mare, che finisce in frullati, pasta, barrette e capsule. La spirulina è uno dei superfood più venduti, presentata come la fonte perfetta di proteine, ferro e vitamina B12. Su una parte di queste promesse c’è un equivoco importante.
Che cos’è
Viene chiamata alga, ma la spirulina è un cianobatterio, un microrganismo che fa la fotosintesi, del genere Arthrospira. In natura cresce in laghi caldi e molto alcalini dell’Africa e del Centro America, dove le popolazioni locali la raccoglievano già secoli fa. Oggi si coltiva in vasche, essiccata e ridotta in polvere.

Cosa contiene
Da secca è molto ricca di proteine, più della metà del peso, e contiene ferro, vitamine del gruppo B e pigmenti come la ficocianina, che le dà il colore blu-verde. Il problema è la quantità: le dosi tipiche sono di pochi grammi al giorno, quindi il contributo reale alla dieta è piccolo. Un cucchiaino di spirulina non sostituisce un piatto di legumi.
Anche il ferro va ridimensionato: è ferro di origine vegetale, che l’organismo assorbe meno bene di quello della carne. Chi ha un’anemia deve seguire le indicazioni del medico, non affidarsi a una polvere da sciogliere nel frullato.
L’equivoco della B12
La spirulina viene spesso consigliata a vegetariani e vegani come fonte di vitamina B12. È un errore da evitare: la maggior parte della B12 che contiene è una forma inattiva per l’uomo, una pseudovitamina che gli esami possono confondere con quella vera. Chi segue una dieta vegana deve prendere la B12 da integratori specifici, concordati con il medico.
I rischi
Il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York segnala che le alghe azzurre possono essere contaminate da altre specie che producono tossine, come le microcistine, dannose per il fegato, oltre che da metalli pesanti, soprattutto quando la produzione non è controllata. Meglio scegliere prodotti di marchi affidabili, con analisi dichiarate.
La spirulina è sconsigliata a chi ha la fenilchetonuria, perché contiene fenilalanina, e chi ha malattie autoimmuni o prende farmaci che agiscono sul sistema immunitario dovrebbe parlarne prima con il medico. Per tutti gli altri può essere un ingrediente curioso, purché non la si consideri un’assicurazione sulla salute.





