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Cure naturali

Pori dilatati: si possono davvero restringere? Cosa dice la dermatologia

di Monica Della Ragione ·

Foto: AnonymousUnknown author / Wikimedia Commons, CC0

Sul naso, sulle guance vicino al naso, a volte sul mento: visti da vicino sembrano tanti piccoli crateri. I pori dilatati sono uno dei crucci più comuni davanti allo specchio, e anche uno dei più sfruttati dalla pubblicità, fra creme che “chiudono” i pori e trattamenti che promettono una pelle di porcellana.

Che cos’è un poro

Il poro che vediamo sul viso è lo sbocco in superficie del follicolo, il piccolo canale dove si apre la ghiandola sebacea. Non ha muscoli: per questo non si apre con il vapore e non si chiude con l’acqua fredda, come si legge spesso. Può solo apparire più o meno visibile.

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Al microscopio: le ghiandole sebacee che si aprono nel follicolo del pelo. Il poro che vediamo sul viso è lo sbocco di q
Al microscopio: le ghiandole sebacee che si aprono nel follicolo del pelo. Il poro che vediamo sul viso è lo sbocco di questo canale, e non ha muscoli per aprirsi o chiudersi. Foto: Kilbad / Wikimedia Commons, Public domain

Perché diventano più grandi

Secondo DermNet, il portale dei dermatologi neozelandesi, i fattori che li fanno sembrare più grandi sono la produzione di sebo, la dimensione del follicolo, che è in buona parte genetica, l’uso di cosmetici che ostruiscono i pori, la perdita di elasticità della pelle con l’età e i danni del sole. Anche l’acne conta: un poro pieno di sebo ossidato, cioè un punto nero, si nota di più.

Nelle donne la grandezza dei pori può persino cambiare durante il ciclo, ed è massima intorno all’ovulazione.

Cosa funziona e cosa no

La risposta onesta è che nessun trattamento fa miracoli: gli stessi dermatologi ammettono che i rimedi per restringere i pori sono poco efficaci. Qualcosa però si può fare per renderli meno evidenti.

I retinoidi in crema sono fra i principi attivi con più prove: accelerano il ricambio della pelle e aiutano a tenere liberi i pori. La niacinamide, una forma di vitamina B3, può ridurre il sebo ed è in genere ben tollerata. L’acido salicilico aiuta a pulire il poro dall’interno, e i peeling chimici fatti dal dermatologo migliorano la grana della pelle.

Poi c’è la protezione solare tutti i giorni, la scelta che pesa di più sul lungo periodo: il sole indebolisce il collagene che sostiene le pareti del poro.

Gli errori da evitare

Strofinare con scrub granulosi, usare detergenti aggressivi o alcol per “asciugare” la pelle fa più male che bene: la pelle irritata reagisce producendo più sebo. Anche spremere i punti neri con le dita allarga il poro e può lasciare il segno.

Meglio una routine semplice e costante: detersione delicata mattina e sera, creme non comedogeniche, struccarsi sempre. E un pizzico di realismo: un poro visibile è una caratteristica normale della pelle, non un difetto da correggere a ogni costo.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Per dubbi sulla tua salute rivolgiti al medico o al farmacista.

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