Somiglia all’origano, di cui è parente stretta, ma ha un profumo più dolce e delicato. La maggiorana è una delle erbe aromatiche più usate nella cucina italiana, e ha un pregio pratico: insaporisce al posto del sale.
Che cos’è
È una pianta aromatica della stessa famiglia di origano, timo e menta. Si usano le foglie, fresche o essiccate. Le quantità che finiscono nel piatto sono piccole: non conta per le calorie o le vitamine, conta per il sapore.
Perché è un’alleata a tavola
Le Linee guida italiane per una sana alimentazione consigliano di ridurre il sale e di sostituirlo, quando si può, con erbe aromatiche e spezie. La maggiorana è perfetta per questo: dà carattere a verdure, legumi, uova, carni bianche e ripieni senza bisogno di salare molto.
Come usarla
- Fresca: va aggiunta a fine cottura o a crudo, perché il calore prolungato ne spegne il profumo.
- Secca: è più concentrata, ne basta meno, e regge meglio le cotture.
- Con che cosa: zucchine, patate, funghi, frittate, polpette, torte salate. È l’erba classica dei ripieni liguri.
Come conservarla
I rametti freschi durano qualche giorno in frigorifero, avvolti in carta da cucina umida. Si può anche congelare tritata, oppure essiccare a mazzetti appesi in un luogo asciutto e ombreggiato.
E le tisane?
La tradizione popolare la usa in infuso come digestivo e rilassante, ma mancano studi solidi che lo confermino. L’olio essenziale è un prodotto concentrato: non va ingerito. In gravidanza è meglio limitarsi all’uso in cucina.
Maggiorana e origano, simili ma non uguali
Sono parenti stretti, ma la maggiorana è più dolce e delicata, l’origano più deciso e pungente. In cucina si possono sostituire a vicenda, regolando le quantità.
Si coltiva facilmente in vaso: vuole sole e poca acqua. Teme il gelo, quindi d’inverno il vaso va riparato.
Quella secca mantiene il profumo per circa un anno, se conservata in un barattolo chiuso e al buio.



