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Scienza e scoperte

Ansia: quando è normale, quando diventa un problema e cosa aiuta davvero

di Monica Della Ragione ·

Foto: Magdalena Roeseler / Wikimedia Commons, CC BY 3.0

Il cuore che accelera prima di un colloquio, lo stomaco chiuso la sera prima di un esame. L’ansia è un’emozione che tutti conoscono, ed è utile: ci prepara ad affrontare un pericolo o una prova. Diventa un problema quando resta accesa anche senza un motivo, per settimane, e comincia a decidere al posto nostro.

Quando non è più solo ansia

Il servizio sanitario inglese descrive il disturbo d’ansia generalizzato come una preoccupazione costante, difficile da controllare, che riguarda tante cose diverse e dura per mesi. Si accompagna a irrequietezza, stanchezza, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, tensione muscolare e sonno disturbato.

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Esistono anche altre forme: gli attacchi di panico, con sintomi fisici improvvisi e intensi che fanno temere un infarto; l’ansia sociale; le fobie specifiche. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità i disturbi d’ansia sono i disturbi mentali più comuni al mondo, e riguardano circa 300 milioni di persone.

Cosa aiuta

La buona notizia è che l’ansia si cura bene. Le terapie con più prove sono la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che insegna a riconoscere e cambiare i pensieri e i comportamenti che la alimentano, e in alcuni casi i farmaci, prescritti e seguiti dal medico. Spesso funzionano meglio insieme.

Nella vita di tutti i giorni fanno la loro parte cose semplici: l’attività fisica regolare, anche una camminata svelta, ridurre caffè ed energy drink, non usare l’alcol per calmarsi, dormire con orari regolari, imparare qualche esercizio di respirazione lenta.

Una camminata a passo svelto, anche breve, è fra le abitudini quotidiane che aiutano a tenere a bada l'ansia.
Una camminata a passo svelto, anche breve, è fra le abitudini quotidiane che aiutano a tenere a bada l'ansia. Foto: Dan Petreikis / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Gli errori da evitare

Evitare tutto ciò che fa paura dà sollievo subito, ma a lungo andare restringe la vita e rinforza l’ansia. Lo stesso vale per i calmanti presi da soli, senza indicazione medica, e per i rimedi “naturali” venduti come soluzione: possono avere interazioni e non sostituiscono una cura.

Il primo passo, se l’ansia dura da settimane e pesa sul lavoro, sulle relazioni o sul sonno, è parlarne con il medico di famiglia, che può indirizzare a uno psicologo o a un servizio di salute mentale. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza: è il modo più rapido per stare meglio.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Per dubbi sulla tua salute rivolgiti al medico o al farmacista.

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