Il cuore che accelera prima di un colloquio, lo stomaco chiuso la sera prima di un esame. L’ansia è un’emozione che tutti conoscono, ed è utile: ci prepara ad affrontare un pericolo o una prova. Diventa un problema quando resta accesa anche senza un motivo, per settimane, e comincia a decidere al posto nostro.
Quando non è più solo ansia
Il servizio sanitario inglese descrive il disturbo d’ansia generalizzato come una preoccupazione costante, difficile da controllare, che riguarda tante cose diverse e dura per mesi. Si accompagna a irrequietezza, stanchezza, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, tensione muscolare e sonno disturbato.
Esistono anche altre forme: gli attacchi di panico, con sintomi fisici improvvisi e intensi che fanno temere un infarto; l’ansia sociale; le fobie specifiche. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità i disturbi d’ansia sono i disturbi mentali più comuni al mondo, e riguardano circa 300 milioni di persone.
Cosa aiuta
La buona notizia è che l’ansia si cura bene. Le terapie con più prove sono la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che insegna a riconoscere e cambiare i pensieri e i comportamenti che la alimentano, e in alcuni casi i farmaci, prescritti e seguiti dal medico. Spesso funzionano meglio insieme.
Nella vita di tutti i giorni fanno la loro parte cose semplici: l’attività fisica regolare, anche una camminata svelta, ridurre caffè ed energy drink, non usare l’alcol per calmarsi, dormire con orari regolari, imparare qualche esercizio di respirazione lenta.

Gli errori da evitare
Evitare tutto ciò che fa paura dà sollievo subito, ma a lungo andare restringe la vita e rinforza l’ansia. Lo stesso vale per i calmanti presi da soli, senza indicazione medica, e per i rimedi “naturali” venduti come soluzione: possono avere interazioni e non sostituiscono una cura.
Il primo passo, se l’ansia dura da settimane e pesa sul lavoro, sulle relazioni o sul sonno, è parlarne con il medico di famiglia, che può indirizzare a uno psicologo o a un servizio di salute mentale. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza: è il modo più rapido per stare meglio.



